Skip to main content

La preoccupazione per gli infortunati e la crescita di Conceiçao: parla Spalletti

Luciano Spalletti
Luciano Spalletti | MARCO BERTORELLO/GettyImages

La Juventus approfitta dei passi falsi di Como e Roma battendo 2-0 il Genoa e portandosi a -1 dal quarto posto in classifica. I bianconeri liquidano il Grifone allo Stadium nel primo tempo grazie ai gol di Bremer e McKennie, e ringraziano Di Gregorio per il rigore parato a Martin nella ripresa. Al termine dell'incontro, Luciano Spalletti ha parlato ai microfoni di Sky Sport per commentare la vittoria e la prestazione dei suoi.

Gli infortunati Perin e Vlahovic:
"C'è preoccupazione perché si sono fatti male tutti e due, hanno sentito un indurimento muscolare, bisogna fare gli esami per capire quanto tempo ci vorrà per rivederli in campo".

Con Conceiçao stai facendo lo stesso lavoro che hai fatto con Salah?
"È un accostamento corretto. Francisco è giovane, ha conoscenze da fare, ha da convincersi che può giocare anche un po' dentro al campo. Questo fatto di avere l'uomo alle spalle non gli deve creare l'ansia che si vede che ha. Se riceve sull'esterno e ti guarda è immarcabile, su 7-8 situazione ti crea 7-8 ipotetici pericoli, poi deve migliorare sulle scelte e avere la capacità durante l'uno contro uno per capire se c'è quello a cui posso passare la palla. Fa una cosa per volta ogni tanto, però da esterno è uno dei più forti che ho visto. Deve migliorare nel tiro in porta, Salah è un toppissimo, lui ha intensità e ferocia, è difficile tenerlo. Anche oggi ha messo palloni importantissimi".

Come hai vissuto la mancata qualificazione dell'Italia al Mondiale?
"Malissimo e giuro che quando è finita la partita contro la Bosnia mi sono immaginato di essere Gattuso, il primo pensiero è andato a lui. È una persona perbene, ha sentimento, ha tutte le qualità per essere un top al mondo e mi sono detto: 'Se fossi stato ancora lì e mi fosse successo a me in quella temperatura, in quello stadio...'. Io veramente non ne sarei uscito, a seconda di come sei fatto quando te le schiodi di dosso? È impossibile. Io l'ho subita tanto, in una maniera forte, mi ha creato una non reazione, non ce la facevo a parlare di calcio, mi sono quasi nascosto dal dispiacere. Poi se Kean segna il 2-0 si parla di grande Italia. In questi sbalzi di opinione bisognerebbe avere un po' più di equilibrio e considerare che questi ragazzi qui, dentro quel contesto, è facile finché non ci arrivi, poi quando sei lì... Un po' la subisci e succede, è la pesantezza della situazione. Avevamo fatto bene, le avevamo vinte tutte tranne la Norvegia, ma è una situazione pesantissima. Udinese-Como su 33 in campo ce n'erano solo 2 italiani, questo fatto è fondamentale perché bisogna tentare di tutelare i nostri talenti. Non voglio fare quello che dà consigli, ma se non ce la facciamo da soli ad avere l'affetto per i nostri giocatori. Se non ci si fa a tutelarli... Faccio un esempio: ma se si facesse giocare un Under 19 in Serie A in ogni squadra? Noi siamo costretti ad averne quattro a disposizione per farne giocare uno e poi che faccio? Vado a informarmi e a vedere quelli di qualche anno prima perché me ne servono altri 3-4. Chi diventa buono? Magari nessuno della Juve, ma ne esce uno dalla Cremonese magari. Li devo governare, ho bisogno di uno che non faccia scendere il livello. Ho detto una cosa che all'estero non fanno, ma a noi farebbe comodo, tanto non si fanno giocare i giovani. Sono 80 calciatori che lavoriamo così per farli diventare più forti. Poi la nostra Nazionale è forte, ve lo aveva fatto vedere anche con Gattuso e lui per quanto mi riguarda aveva fatto scelte corrette, quelli sono i più forti. Gli episodi hanno determinato, non è che ora siamo i peggiori, c'è la lettura delle partite che fa la differenza. Il calcio è uno sport episodico".