Senza peli sulla lingua, come è solito fare, Daniele Adani è intervenuto a La nuova DS su Rai 2 - dove fa parte degli opinionisti fissi del programma - per criticare pesantemente il progetto Milan e i recenti deludenti risultati della squadra allenata da Allegri, che ora rischia di compromettere la qualificazione in Champions League. L'ex difensore di Brescia, Inter e Fiorentina ha evidenziato i diversi problemi del club, a partire dalla dirigenza passando per l'assenza di gioco e di carattere.
"Il Milan ha cercato di mettere un po' di orgoglio in questo caos, ha cercato di mettere davanti la propria storia che tutto il mondo Milan sta calpestando. In primis l'amore dei tifosi e la pazienza che non c'è più. I rossoneri hanno fatto l'ennesima partita disastrosa".
"Il Milan si è fermato il 19 maggio 2023, semifinale di Champions League di ritorno contro l'Inter. Sfuma la finale, Maldini in conferenza stampa dice che non è il momento di fare drammi ma che è il momento di fare un passo in avanti. Quello era l'apice del ciclo di Pioli. Il Milan migliore degli ultimi quindici anni".
"Il Milan ha perso la guida di Maldini e penso che sia lì il problema".
"Bisogna ripartire da gente che rispetta la storia del Milan, che abbia quella grandezza, quella visione, quello sbocco. Partire da una proposta di calcio e di costruzione di squadra che richiami l'entusiasmo. Il brand lo vendi in tutto il mondo, perché ha fatto calcio nobile ed è stato rispettato in tutto il mondo. Il Milan è la squadra dietro al Real Madrid per numero di Champions League vinte, ma oggi è trentesimo nel ranking".
"Almeno per un semestre ho avuto fiducia in questo progetto, ma negli ultimi sette anni Allegri non arriva mai secondo, per quello che da tutti e per storia è stato apostrofato come un vincente. Il Milan ha speso sul mercato oltre 300 milioni, ha anche venduto ma se compri per 300 milioni vuol dire che hai comprato male o hai fatto rendere male".
"Se attaccano questi ragazzi quasi a voler dire che ci sono delle possibilità per il Milan di poter fare qualcosa in più. Fonseca e Conceicao erano stati mandati via perché subivano troppi gol: oggi tre dall'Udinese, due dal Sassuolo, tre dall'Atalanta nel momento clou del campionato".
"L'attacco non segna, eppure c'è un nazionale portoghese, uno messicano, uno francese, uno americano e uno tedesco. Quindi sia i giocatori che il lavoro di insieme della guida tecnica, con coloro i quali curano gli attaccanti in allenamento. Un allenamento a settimana, vuol dire che puoi provare. Sembra che si siano ritrovati un quarto d'ora prima di giocare".
"Non ho mai visto una squadra che va sotto e non cambia piano tattico, va sotto e non pressa. Ecco perché dopo attaccare sotto di tre gol, con la curva che è già andata via, ha poco senso. Stiamo commentando settimanalmente una squadra che dovrebbe scucirsi lo stemma che ha sulla maglia, perché pesa nei risultati e nella forma. Il Milan ha incantato il mondo intero e andava a farsi rispettare in ogni continente. Lì gioca una squadra che ha meno attributi di chi lotta per salvarsi".
