Alla vigilia della sfida di campionato contro il Cagliari, valida per la 33ª giornata di Serie A, il tecnico dell'Inter Cristian Chivu ha parlato in conferenza stampa presentando il match, analizzando la situazione della sua squadra. Queste le parole del mister nerazzurro:
"Avevamo fatto buone prestazioni anche prima, poi è chiaro che si giudica il risultato. Ci proveremo anche domani, consapevole che mancano sei partite alla fine del campionato. Dobbiamo essere orgogliosi di quello che abbiamo fatto, mantenere lo spirito giusto e continuare ad avere ambizione per aggiungere altri tre punti in classifica".
"Il focus è sempre stato sul campo, cercando poi di adattarci e capire quelli che sono i momenti di una partita, quello che l'avversario propone e quello che dobbiamo cambiare in base all'avversario. Abbiamo avuto alti e bassi sotto questo punto di vista, in alcune partite abbiamo fatto molto bene perché l'abbiamo capito al volo mentre in altre abbiamo fatto meno bene per diversi motivi. Però abbiamo sempre cercato di dare tutto ed è quello che abbiamo fatto nelle ultime due partite, con una carica mentale importante per tutti i giocatori che hanno dovuto fare i playoff che si sono calati subito negli obiettivi del club nonostante qualche delusione in nazionale".
"Si prendono sul serio troppe cose, sono trattate così superficialmente e sono narrate in maniera sbagliata rispetto a quelli che sono gli obiettivi. La mia era una battuta (quella riferita al "manca poco alla Champions", ndr) ma dentro c'era anche la realtà. Si è sempre parlato di qualificazione in Champions League, mi sono messo anche io a dire queste cose con il sorriso sulle labbra, magari qualcuno l'ha presa troppo sul serio. Poi ci sono squadre che hanno un atteggiamento giusto che gli permette di arrivare in fondo e vincere, altre che provano a vincere fino alla fine. Bisogna elogiare tutti quelli che danno il massimo fino in fondo".
"Basta parlare di Bastoni, si parla di lui da un mese e non per elogiarlo. Ci sarebbe anche da elogiare quello che è l'uomo e il calciatore, per quello che ha messo in campo nonostante le difficoltà fisiche e mentali che ha avuto. Ha dato disponibilità alla nazionale nonostante avesse passato tanti giorni con le stampelle, ci ha messo la faccia e bisogna dargli credito perché ha provato a dare il suo contributo. Bisogna essere orgogliosi per quello che ha dato. La sua caviglia non è ancora al 100%, bisogna accettare che in un mese si è allenato poco, siamo a fine aprile e fare un ricondizionamento fisico serve a poco. Bisogna dargli fiducia e farlo sentire importante, insieme al gruppo, consapevoli del fatto che non è al 100%. Domani non sarà convocato e rimarrà fuori per riprendersi".
"Io imparo e migliori tutti i giorni. Sono il primo a fare autocritica, imparando dagli errori che combino ogni tanto. Spero di non averne combinati tanti ma ne ho fatti, imparo e migliori soprattutto sotto il punto di vista umano. Di come mi devo comportare, come devo parlare ai ragazzi. Devo cercare di far sentire amati e importanti i ragazzi nonostante tutto quello che si legge in giro quotidianamente. Io sono io e vado avanti sulla mia strada, sbagliando, migliorando, cercando di non ripetere gli errori che ho fatto in precedenza. L'esperienza si acquisisce facendo strada, commettendo errori ma con l'ambizione e la voglia di essere migliore rispetto al giorno prima".
"Bisseck è tornato a lavorare in campo, tra qualche giorno tornerà in gruppo. Lautaro invece, rispetto a quello che sono i tempi che ci sono stati detti, è in regola. Settimana prossima andrà in campo a fare qualcosina in più rispetto a quello che sta facendo in questo momento. Bisseck un paio di giorni, Lautaro sette-otto. Ma comunque sta migliorando".
"Posso essere tutto ma di sicuro non sono un fesso. La vita mi ha insegnato che mi devo adattare al momento, alla narrativa, al ruolo che occupo, alla leadership di questo gruppo. Se all'inizio dicevo determinate cose in un determinato modo, sono cambiato strada facendo perché è cambiato un po' tutto e io mi sono adeguato. Sono cambiate le aspettative: dovevamo finire ottavi, dopo qualche giornata dovevo essere esonerato. Invece si è andati avanti insieme a un gruppo di uomini che dall'inizio hanno avuto l'ambizione di essere competitivi".
"Strada facendo le cose sono cambiate, tutto nasce dal post Juve. Il post Juve diventa una gogna mediatica sotto tutti i punti di vista, sia per quanto riguarda l'Inter che un suo giocatore. Lì la narrazione cambia. Ma non ho mai fatto polemica: ho sempre cercato di parlare di arbitri e di avere equilibrio in tutto ciò che ho detto. Se ora a qualcuno non va bene ciò che dico, pur mantenendo coerenza con quello che ho sempre detto, non è un mio problema".
"Troppo facile cambiare pensiero in base alla classifica. Fino a qualche mese fa era tutto aperto, poi in base a come cresce o diminuisce il punteggio in classifica si cambia opinione. Vorrei essere mediocre tutta la vita ma da primo in classifica. Ho la certezza di avere alle spalle una società che mi sostiene, dei ragazzi che hanno ambizione. Poi diventa troppo semplice classifica un campionato in base ai risultati o ai punteggi".
