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La frenata sul commissariamento della FIGC tra rischi e criticità giuridiche

Bosnia & Herzegovina v Italy - FIFA World Cup 2026 European Qualifiers KO play-offs
Bosnia & Herzegovina v Italy - FIFA World Cup 2026 European Qualifiers KO play-offs | Image Photo Agency/GettyImages

L'idea di un commissariamento della FIGC stava prendendo piede, nei giorni scorsi, sulla scia dell'inchiesta di Milano nei confronti del mondo arbitrale: l'impressione che tale inchiesta investa esclusivamente gli arbitri e non tesserati dai club fa sì, insieme ad altri fattori, che un'ipotesi tanto netta (quella appunto di un commissariamento) si faccia via via meno plausibile a stretto giro. Sia da parte del Governo che da parte del presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, sono arrivate infatti impressioni in direzione diametralmente opposta.

La posizione del CONI e del Governo

Da un lato, spiega La Gazzetta dello Sport, le fonti dell'esecutivo hanno dichiarato all'Agi: "Bisogna smetterla di dire che la politica vuole 'mettere le mani' sul calcio. Non c’è intenzione di un commissariamento politico. Servono, però, risposte immediate ed efficienti, servono riforme. Aspettiamo di capire cosa si vuole fare"; d'altro canto Buonfiglio si è espresso in modo ancor più perentorio: "Non mi lascio influenzare, da destra, da sinistra, da chi vuole parlare al posto mio. Non esiste. Io sono stato eletto per far rispettare le regole, ma il primo a doverle rispettare sono io. Quando ci sono stati i presupposti per commissariare l’ho fatto (è già successo con le federazioni di pentathlon e cricket e la danza sportiva è sotto la lente d’ingrandimento, ndr), oggi non ci sono". Al contempo si sottolineano anche le dichiarazioni di Andrea Abodi, Ministro per lo Sport, sul tema: "A volte si pensa che il calcio sia tutto, ma c’è anche il resto. I contenuti dei quali mi devo occupare sono tanti".

I rischi di un commissariamento

Alle dichiarazioni appena citate fa da contraltare la bozza di disegno di legge a firma di Paolo Marcheschi, senatore di Fratelli d'Italia, che prevede il commissariamento della FIGC da parte del CONI entro 30 giorni dall'entrata in vigore della norma: "La soluzione migliore è che sia il calcio stesso a commissariarsi, magari attraverso la mancata elezione del nuovo presidente, votando scheda bianca: sarebbe un grande segnale di maturità che permetterebbe loro anche di collaborare alla scelta del commissario con Buonfiglio e magari d’accordo con il ministro Abodi. In seconda battuta, visto che riteniamo sia necessario intervenire subito, c’è la volontà di fare un invito al governo per un decreto legge" ha affermato Marcheschi.

Un commissariamento "per legge" andrebbe a minare l'autonomia dello sport ed è già noto come a livello internazionale, con riferimento a FIFA e UEFA, non sarebbe ben visto: si è già citato nei giorni scorsi il rischio di effetti pesanti sul calcio italiano, come l'esclusione dei nostri club dalle coppe europee e la mancata assegnazione degli Europei 2032. L'assenza di un chiaro ed evidente fattore di urgenza, poi, fa sì che emergano criticità dal punto di vista normativo e giuridico, tali da rendere in salita la strada di un'invasione di campo della politica sul calcio.

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