La condizione fisica, le qualità nascoste della sua Juventus e l'allenamento invisibile: parla Spalletti

Luciano Spalletti
Luciano Spalletti / Photo by Image Photo Agency/Getty Images
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Alla vigilia della sfida di Parma, valida per la 23ª giornata di Serie A, il tecnico della Juventus Luciano Spalletti ha parlato in conferenza stampa per analizzare la situazione della sua squadra e degli avversari. Queste le sue parole:

"La scelta di non andare in ritiro è per avere più spazi e libertà. Con così tante partite ravvicinate bisogna aumentare anche il riposo. Ormai la routine è: partita, riposo attivo o simulazione gara per chi non ha giocato, allenamento invisibile per non staccare del tutto, preparazione alla prossima partita e gara. Tutti stanno rispondendo bene".

"In Europa si fanno conoscenze e esperienze nuove che ci possono servire in futuro. L'ultima partita non è stata granché ma può capitare, ora mi aspetto una reazione. Ormai le fasi di possesso palla e non possess andrebbero rinominate, ci sono continue riaggressioni, turbolenze e fasi di caso nelle partite. Mi aspetto di rivedere una squadra così, non calma come lo è stata contro il Monaco. Siccome mi rispecchio nel modo in cui giocano le mie squadre, vorrei vederla meno quieta e più propensa ad andare sul muso degli avversari".

"Yildiz ha il piede importante e può raggiungere il top. Deve avere consapevolezza di essere tale, altrimenti non sarebbe l'alieno che è. Non abbiamo solo lui come battitore, dobbiamo ricavare di più da queste situazioni".

"Io riposo come la squadra? L'importante è che non mi vedete stanco, con tutte queste partite ravvicinate io sono felice, entro nel mio mondo. Ossessionato un pochino lo sono, ma non mi stanco mai del calcio. Mi stanco solo se la mia squadra non va avanti, non migliora e non vuole scoprire cose nuove, se si adagia".

"Ogni situazione è una tappa intermedia per andare meglio in quella successiva, io mi aspetto risposte anche da chi gioca meno perché loro fanno crescere la squadra grazie al confronto continuo negli allenamenti con i titolari. Ci sarà spazio per tutti e avremo delle novità positive per come ho avuto modo di vedere. Abbiamo altre cose da dire, finora non le abbiamo viste a causa delle mie scelte. Ci sono qualità anche in chi ha giocato meno e che sono convinto verranno fuori velocemente".

"In Champions contro il Galatasaray? Un luogo bello, laggiù sono innamorati del calcio. Sientra in un vortice e dovremo attraversarlo. L'ambiente amplifica tutto e il pallone rischia di passare in secondo piano rispetto alla partita e ai duelli. Siamo convinti di avere le potenzialità per affrontare un avversario forte con qualità individuali sparse ovunque, con calciatori che conosco bene. Non dobbiamo però fare confusione, pensiamo prima alla partita di domani per non farla diventare ancora più difficile".

"Il mercato spetta alla società, io ho un ruolo differente. Se c'è la possibilità di aiutare la squadra lo faremo, ma ciò non incide sul modo in cui noi lavoriamo. La società è impegnata in questa possibilitò, aspettiamo e vediamo. Per allenamento invisibile si parla quando i giocatori stanno a casa ma restano con il pensiero attivo, non c'è tempo per staccare definitivamente e poi riprendere un lavoro soft. Non c'è alternativa al riposare, ma bisogna al tempo stesso mantenere la spina attaccata. Ormai conosco e vivo i calciatori, so come reagiscono. Si fa in maniera differente rispetto a quando si giocava una volta a settimana. Io mi fido dei calciatori, sono professionisti top".

"Cambiaso ha Yildiz davanti a sé e deve adeguarsi a chi gli sta davanti. Chi si muove crea delle imposizioni ai compagni. Se Yildiz è esterno, lui entra dentro. Insieme si trovano bene, sanno giocare a calcio e hanno confidenza con il pallone, non vogliono che si cambi la marca".

"Posso dire che ci sono ancora delle qualità nascoste, ma al momento non voglio correre il rischio di criticare dei giocatori. Il mio lavoro è come quello che minatore, alcune cose vanno cercate e non si trovano in superficie. Per esempio, ho fatto giocare poco Adzic ma in lui vedo motore e scocca importanti, me ne accorgo dai contrasti. Vorrei trasmettergli tranquillità nelle scelte con il pallone tra i piedi. Parlo di lui perché mi sta a cuore e ha molta serietà, deve capire quando può o non può gestire il pallone in una certa maniera in alcune zone del campo".

"Kolo Muani? Io e la società siamo d'accordosu tutto quello che sifa. Mi piace parlare sia di Osimhen che di Icardi, entrambi hanno il numero 9 come gruppo sanguigno. Con loro hai il piano A, B e C. Con loro devi solo decidere se citofonare o buttare giù la porta. Sono tra i più forti che ho avuto la fortuna di allenare".

"La stanchezza di Bremer? Mi ero fatto un piano con le sostituzioni prima del match con il Monaco ma l'evoluzione delle altre partite mi ha indotto a provare a fare gol. Volevo far entrare Gatti ma non ce l'ho fatta. Abbiamo bisogno di giocatori, non permetteremo che si stanchino tra allenamenti e partite".


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