Skip to main content

La clausola dimezzata e i club interessati: Milan, Leao non è più indispensabile?

Rafael Leao
Rafael Leao | Silvia Lore/GettyImages

Lo sfogo dell’Olimpico è soltanto l’espressione concreta di qualcosa che, evidentemente, deve essersi rotto. Il Milan non ha affatto gradito la reazione di Rafael Leao al momento della sostituzione e la dirigenza, pur avendo deciso di non multarlo, è propenso a riflettere sul futuro del portoghese. D’altronde, se Massimiliano Allegri ha deciso di toglierlo nonostante il risultato da recuperare, è perché, in fin dei conti, Rafa non è più indispensabile come una volta.

Il dilemma tattico

La sensazione è che il Diavolo si trovi davanti a un bivio, con Allegri da una parte e Leao dall’altra. La permanenza di uno sembra infatti escludere quella dell’altro, visto che i due, al netto della stima reciproca mai nascosta, appaiono tatticamente incompatibili. Pur di adattarlo al suo 3-5-2, il tecnico gli ha ritagliato un’inedita veste da centravanti, ma il portoghese non sembra a suo agio in quella posizione.

La posizione del Milan sulla clausola e le pretendenti

In definitiva, visto che Allegri è il perno attorno al quale ruota l’intero progetto, in estate il Milan potrebbe decidere di risolvere l’imbarazzo tattico cedendo Leao. Per un giocatore che a giugno compirà 27 anni, i 170 milioni di euro della clausola rescissoria appaiono ormai un’utopia, tant’è che secondo La Gazzetta dello Sport il Diavolo potrebbe accontentarsi di una cifra nettamente inferiore: 80 milioni. Resta comunque una cifra considerevole che, unita all’ingaggio da 6,5 milioni netti, non tutti i club possono permettersi. Al momento, le possibili destinazioni per Rafa restano la Premier League e la Saudi Pro League, le uniche realtà in grado, oggi, di sostenere un investimento di questo tipo.