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La chiamata di Conte, gli allenamenti alla Juventus, le qualità di Pirlo: il racconto di Paul Pogba

Paul Pogba
Paul Pogba | NurPhoto/GettyImages

Intervistato da Rio Ferdinand per il suo canale Youtube, Paul Pogba ha raccontato la sua esperienza alla Juventus e la possibilità di giocare in un centrocampo formato da Pirlo, Vidal e Marchisio, così come la differenza tra l'allenamento in bianconero e quello al Manchester United sotto la guida di José Mourinho.

"Lo spogliatoio della Juventus era incredibile. Quando ho giocato la finale di Champions League contro il Barcellona, ho pensato che eravamo una squadra pazzesca".

"Vi svelo un retroscena: la Juventus aveva appena vinto il campionato e prima di firmare ho incontrato segretamente Antonio Conte. Il modo in cui mi ha parlato, pazzesco, mi ha messo a centrocampo insieme a Asamoah, Vidal, Marchisio e mi ha chiesto se pensavo di poter giocare lì, io ho detto di sì e lui mi ha detto andava bene così. Quando ho firmato mi piaceva la carica che mi dava, metteva grinta".

"Ho iniziato ad allenarmi e stavi in panchina o in tribuna, il calcio era diverso. Dopo la partita contro il Chelsea mi ha chiesto se fossi pronto per giocare. Quando sono entrato e ho segnato il gol contro il Napoli, ha cambiato tutto. Lui mi ha fatto giocare di più, all'inizio giocavo da sei, poi mi ha spostato più avanti".

"Pirlo è come una Rolls Royce, puoi solo imparare da uno come lui. Mi sentivo molto a mio agio alla Juventus, quando sbagliavo Pirlo e Chiellini mi dicevano di non preoccuparmi e di stare nella mia zona, ho imparato a stare al mio posto, a fare gli scatti giusti, quindi questo mi ha aiutato a imparare. Loro controllavano la partita, quando hai giocatori così è più semplice. Pirlo commentava degli errori raramente, una volta ha perso due palloni pericolosi e continuava a chiedermi la palla. Mi è piaciuto giocare con Pirlo, Vidal, Marchisio ma anche Matuidi".

"Alla Juventus ogni settimana si allenava la tattica così ogni giocatore sapeva esattamente cosa fare. Undici contro zero, lo facevamo quasi tutti i giorni. Mourinho invece ci faceva allenare in maniera opposta, dovevi risparmiarti in allenamento per dare tutto in partita".


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