L'offesa ad Allegri, l'addio al Milan e l'idea di un ritorno: parla Jimenez

West Ham United v Bournemouth - Premier League
West Ham United v Bournemouth - Premier League | Vince Mignott/MB Media/GettyImages

A inizio stagione il Milan ha ceduto lo spagnolo Alex Jimenez al Bournemouth, un addio non privo di veleni (perlomeno nel racconto mediatico) che ha condotto il laterale a tentare l'avventura in Premier League, dal rossonero del Milan a quello delle Cherries, diventando col tempo un titolarissimo. Lo stesso Jimenez ha parlato ai microfoni di gianlucadimarzio.com soffermandosi anche sul proprio addio al Milan. Queste le sue parole:

Avventura in Premier: “Per me è un sogno giocare in Premier League. Sono felice del mio momento. È vero, la Premier è più fisica di Serie A e Liga, ma mi trovo molto bene qui. La mia qualità principale è la velocità e questo è l’ambiente giusto per esprimerla”.

Real e Milan: “Sono cresciuto nei due club più importanti del mondo. Qui al Bournemouth si vive in modo più tranquillo, c’è meno pressione. I tifosi sono sempre al nostro fianco, nel bene e nel male”.

Su Iraola: “Con Andoni Iraola il rapporto è ottimo, sono molto contento di avere una guida come lui e spero di restare con lui a lungo”.

Cosa direbbe al Milan: "Grazie perché è il club che mi ha lanciato in prima squadra, che ho amato e che amo. Sono stato molto bene al Milan: non volevo andarmene. Ma quando è iniziata la stagione ho capito che non sarei stato protagonista: ci sono state varie situazioni che non ho apprezzato”.

Problemi al Milan:Non mi è stata data la responsabilità che pensavo di meritare, dovevano credere di più in me. Vi faccio un esempio. A inizio stagione ho chiesto la maglia numero 2: ci tenevo per la tradizione di grandi terzini. Mi hanno risposto di no: dicevano che non ero pronto, che ero troppo immaturo. Si sbagliavano. Da lì, è vero, ho perso concentrazione e sono arrivato alcune volte in ritardo”.

Offesa da Allegri su Whatsapp:È stata una cazzata. Non penso che Allegri sia un ‘allenatore di merda’ e lo dimostra la sua storia. Stavo uscendo da una partita, non avevo giocato ed ero arrabbiato: ho sbagliato la persona a cui mandare il messaggio. Dal primo giorno ho chiesto scusa ad Allegri: non penso quel che ho scritto. E lui ha accettato le mie scuse. Ma tutte queste situazioni mi hanno tolto serenità e sono stato anche io a dire alla società di cercare soluzioni: il Milan è un club che amo e non volevo sentirmi male o influenzare negativamente la squadra con un mio cattivo momento”.

Difficoltà di Fonseca e Conceicao: “Non penso sia mai stato un problema di allenatori. Era un problema di squadra: dovevamo avere più fiducia in noi stessi. Il calcio è così, un anno fai male e quello dopo fai bene, guardate adesso. Chi sento dei rossoneri attuali? Mi sento spesso con Bartesaghi, abbiamo avuto un percorso simile al Milan: sta giocando tanto e sono molto felice per lui”.

Un ritorno in futuro? Ora sono concentrato sul Bournemouth, sono contento e sto giocando bene. Però certo, amavo il Milan e non chiuderò mai le porte a un club che mi ha dato tutto. Se oggi sono qui a giocare in Premier è anche grazie al Milan. Solo il tempo dirà”.