In occasione dell'evento Il Foglio, a San Siro, il presidente del Milan Paolo Scaroni ha parlato dello stadio, delle difficoltà burocratiche e dei tempi lunghi, ma anche delle difficoltà a spiegare tutto ciò ad una proprietà americana, abituata a iter burocratici differenti, soprattutto quando in ballo c'è oltre un miliardo di euro di investimenti. Il massimo dirigente rossonero ha spiegato anche i motivi che permettono a due società rivali come Milan e Inter di realizzare uno stadio comune. Queste le parole di Scaroni riportate da TuttoMercatoWeb.
"La grande fatica è quella di tradurre l'Italia a un proprietario americano. Non è molto facile spiegare quello che avviene nel nostro Paese, per esempio spiegare che servono sei anni perché due stranieri investano 1,5 miliardi di euro sullo stadio di una città che ne ha bisogno. È una cosa che non riuscivo a fare. Ne parlo al passato perché ormai ci siamo, ma anche tutte le nostre procedure burocratiche: penso ai meccanismi che reggono le elezioni del presidente della FIGC, non sono così semplici da spiegare. Figuriamoci in inglese a chi vive magari a New York".
"È il grande compito che spetta a noi che interagiamo con proprietà straniere. Poi nel mio caso, per fortuna, il mio azionista è espertissimo di sport. Negli Stati Uniti però lo sport è visto come intrattenimento. In Europa è un gioco, non è un dettagli insignificante".
"Possiamo dire che finalmente questo evento si sta svolgendo in un luogo di prioprietà di Inter e Milan (San Siro, ndr). Abbiamo fatto un passo essenziale. Direi che tutto sta procedendo in modo ragionevole ed efficiente, spero di poter presto presentare la facciata del nuovo stadio, cioè un progetto di quello che sarà il nuovo impianto. È un'opera talmente importante per la nostra città che deve conoscerla per bene. Tutto questo direi certamente prima dell'estate".
"Inter e Milan sono club molto simili, abbiamo le stesse esigenze. In altre città, dove ci sono due club, non esiste questa cosa. Qui invece lo stadio che va bene all'una, va bene anche all'altra, è un grande vantaggio".
"Il Milan viene da una settimana difficile, dopo sabato non sono stato molto allegro. Però resto fiducioso sulla qualificazione in Champions League. Lo Scudetto ci sarebbe piaciuto molto, ho molta simpatia per il Sassuolo e del suo stadio, perché lì abbiamo vinto il titolo. Non mi sono mai illuso, tra matematica e gioco... obiettivo Champions fondamentale e non possiamo immaginare che il Milan non faccia parte della scena internazionale".
