Intervistato da DAZN, l'attaccante messicano Santiago Gimenez ha raccontato il suo problema - ora risolto - alla caviglia che ha condizionato la sua esperienza nel Milan. Il giocatore ex Feyenoord ha esaltato l'allenatore Allegri per avergli semplificato il concetto di calcio, ha evidenziato che ora si aspetta otto finali per raggiungere l'obiettivo stagione e che solo dopo penserà eventualmente al Mondiale. Tra i temi toccati anche il suo tifo per il Milan fin da bambino.
"Mi sento molto bene, in questo momento la cosa più importante è la mia caviglia e essendo a posto con la caviglia so cosa posso dare. Ho molta fiducia in me stesso e in ciò che posso contribuire alla squadra. Queste ultime otto gare sono delle finali, mi sento importante nel gruppo, non solo calcisticamente ma anche all'interno del gruppo. Sono una persona molto positiva e cerco di aiutare i miei compagni".
"Decidere di operarmi è stata una decisione molto difficile perché avevo molto entusiasmo per la stagione e per la grande squadra che avevamo costruito. Eravamo primi o secondi in classifica e volevo continuare a giocare. La verità però è che il dolore era tanto. Ho preso la decisione di operarmi insieme alla mia famiglia per stare bene e per dare quello che posso dare. Non ero al 100% e non mi piaceva. La mia famiglia è sempre stata lì per me. È stato un momento difficile perché fermarsi è sempre qualcosa di difficile, ma sono sicuro che per mano di Dio questo mi ha reso più forte".
"Rivedremo ora il vero Gimenez: la realtà è che al Feyenoord stavo andando molto bene e il Milan mi ha notato. Nel momento in cui il Milan mi ha notato avevo solo un'idea in testa, ossia diventare il goleador del Milan. È ancora nella mia mente e nei miei pensieri. So che l'unica cosa che deve fare un attaccante è fare gol e la gente sarà felice. Quello che posso dire è che lascerò il cuore in campo e i gol arriveranno".
"Ho molte foto con la maglia del Milan quando ero bambino perché era la squadra che tifavo. Mi emozionava vedere Kakà, Pirlo, Seedorf o Gattuso, una grande squadra e io adoravo guardarli. Oggi poter indossare questa maglia è come un sogno che si avvera. Metterò sempre il Milan davanti a tutto e penso di sapere cosa posso dare: mi fido molto di me stesso come giocatore e sento di non averlo ancora dimostrato".
"Kakà era il mio giocatore preferito anche perché condividiamo la stessa fede ed è un giocatore con molta passione e con molta grinta ed eleganza. Non mi paragono a nessun calciatore del passato, io sono Santiago Gimenez e cercherò di raccontare la mia storia".
"Allegri mi ha fatto guardare il calcio in modo molto più semplice. A volte la cosa più difficile è capire il calcio semplice. Allegri è questo, lui interpreta il calcio in modo semplice ed è per questo che sta facendo molto bene. Penso mi abbia insegnato molto, soprattutto tatticamente e lo apprezzo molto. È un allenatore che ricorderò per il resto della mia vita".
"Il mio primo obiettivo è stare bene con la caviglia. Se starò bene allora posso dare ciò che voglio, gli obiettivi che provo a raggiungere possono essere raggiunti. Voglio pensare una partita alla volta, abbiamo otto finali e voglio finire bene la stagione con il Milan e poi penserò al Mondiale".
