Intervistato in esclusiva dalla rivista Undici, il centrocampista Adrien Rabiot ha parlato del suo impatto nel Milan, delle sue caratteristiche non tecniche, ma anche del rapporto con Massimiliano Allegri e la stima per Modric e Ibrahimovic. Questa è una parte delle dichiarazioni rilasciate dal giocatore rossonero.
"Mi aspettavo un impatto immediato sul Milan, sono venuto qui per questo. Non sono un giocatore egoista, ma uno che lavora per il gruppo. Penso al bene del collettivo, sia in campo che fuori. Personalmente non credo che un giocatore possa cambiare una squadra, ma è vero che può dare un certo tipo di contributo. Penso che con me in campo la squadra sia più concentrata, perché aiuto i ragazzi con la voce, a tenerli sul pezzo, a dare l'esempio, con una corsa in più o una scivolata in più. Questo fa la differenza, perché poi i ragazzi dicono che se lo faccio io, devono farlo anche loro".
"Ho scelto di interpretare il calcio così, rimanendo focalizzato, lasciando perdere ogni distrazione. Sono contento di poter dire di essere un esempio: in campo mi faccio sentire la voce, arrivo ogni mattina in allenamento con l'obiettivo di migliorare, di fare le cose al massimo, e dopo sto attento alle cure, alle terapie, all'alimentazione, al dormire. Sono tutti aspetti che fanno parte di questa professione, allenarsi bene e riposare bene".
"La forza mentale è la cosa che mi rappresenta di più, sento di avere la capacità di stare sul pezzo, la voglia di andare sempre avanti e di fare sempre meglio".
"Se siamo in questa posizione vuol dire che siamo forti, che abbiamo qualità e sono cose che dobbiamo dimostrare. Per questo è utile provare, a volte rischiare alcune cose, e per farlo bisogna avere fiducia in noi stessi. Modric? La sua qualità la conoscevamo già, a me ha stupito il fatto che sia in grado di correre per novanta minuti, avanti e indietro. Non è scontato a quarant'anni. Ha un fisico straordinario".
"Allegri è rimasto sempre lo stesso, forse ora è più sereno. Con lui c'è l'ambizione di far bene, di dare tutto, di allenarsi al cento per centro e di giocare ogni partita come se fosse l'ultima. Ibrahimovic èer me è sempre stato un esempio, lo è stato per tutti. Anche solo guardandolo imparavi nella gestione delle responsabilità, nel prendere decisioni e nell'essere forte mentalmente. Son contento di averlo ritrovato al Milan".
"Voglio continuare a vincere, è per questo che gioco a calcio. Voglio scrivere il mio nome nella storia di ogni squadra per cui ho giocato. L'ho fatto al Psg e alla Juventus, al Marsiglia purtroppo non sono riuscito perché sono rimasto soltanto un anno. Adesso lo voglio fare al Milan, è un obiettivo importante per me. Poi penserò alla Coppa del Mondo, vincerla è l'obiettivo più bello nella carriera di un calciatore".
