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L'ex presidente FIGC Gravina ha analizzato problemi e soluzioni del calcio italiano

Gabriele Gravina
Gabriele Gravina | Paolo Bruno - FIGC/GettyImages

Concluso il suo mandato da presidente della FIGC dopo le dimissioni nei giorni successivi alla mancata qualificazione dell'Italia al Mondiale 2026, Gabriele Gravina ha redatto un documento con tutte le criticità del calcio italiano e i problemi da risolvere quanto prima per risollevarlo. Nel documento - come riporta Sport Mediaset - sono presenti anche alcune proposte per risolvere alcune situazioni.

Di seguito il pensiero dell'ex presidente della Federazione con i problemi e le possibili soluzioni.

I problemi da risolvere

  • Troppi pochi italiani e giovani: "La Serie A italiana continua ad essere uno dei campionati più vecchi d'Europa, con una età media dei calciatori schierati in campo di 27 anni, l'ottavo torneo più anziano d'Europa, peggio di Inghilterra, Germania, Francia, Olanda, Portogallo, Norvegia e Belgio"
  • Percentuali stranieri: "Nell'attuale campionato di Serie A i calciatori non selezionabili per la Nazionale italiana hanno giocato il 67,9% dei minuti complessivi. È il sesto peggior dato in Europa: in Spagna l'impiego degli stranieri pesa per il 39,6% dei minuti, in Francia per il 48,3%".
  • Investimenti nei settori giovanili
  • Sistema economicamente insostenibili: "Le risorse generate non bastano a coprire i costi (con la conseguenza che si preferisce ingaggiare calciatori all'estero, che spesso risultano più a buon mercato e sottostanno a qualche vincolo normativo in meno per essere tesserati. Per esempio i diversi sistemi di garanzie da prestare o il progressivo alleggerimento dei vincoli per il tesseramento di nuovi calciatori extracomunitari, aspetti che in entrambi i casi rientrano nella nuova autonomia riconosciuta alla Lega Serie A".
  • Gap infrastrutturale: "Un crescente gap infrastrutturale anche rispetto ai Paesi di ranking sportivo inferiore (è un ulteriore segnale di declino competitivo del sistema, che si riflette anche sui risultati sportivi). L'Italia non figura tra le prime dieci nazioni europee per numero di stadi costruiti o ammodernati tra il 2007 e il 2024".
  • Incapacità di fare sistema: "Nel calcio italiano nessuna collaborazione di sistema per il calendario intasato, che tenga conto anche delle esigenze della Nazionale, atteso che la gestione del calendario dei campionati è una esclusiva prerogativa della Lega interessata, senza che la Federazione abbia alcun potere di intervento".

Le soluzioni

  • Diritto alla scommessa: devolvere al calcio una percentuale del gettito - Il contributo avrebbe precisi vincoli di destinazione virtuosi come gli investimenti in infrastrutture, sviluppo dei settori giovanili e lotta alla ludopatia.
  • Abolire il divieto di pubblicità degli operatori delle scommesse - Nonostante la normativa attuale, c'è stato un aumento del gioco d'azzardo anche nelle fasce dei minori e un aumento del gioco illegale. Pertanto, la misura non è risultata affatto efficace per il contenimento dei fenomeni di ludopatia a fronte, invece di una riduzione delle entrate per le società sportive che ha penalizzato il sistema calcio italiano rispetto al contesto europeo.
  • Ripristino del Decreto Crescita - Ripristino del regime fiscale agevolato per professionisti provenienti dall'estero, abolito a fine 2023, al fine di ridare competitività all'industria calcistica italiana, anche in considerazione del fatto che la summenzionata abolizione non ha prodotto i risultati sperati.
  • Sostegno realizzazione di nuovo stadi - Ammodernamento degli attuale stadi e costruzione nuovi impianti anche in vista di Euro 2032.
  • Riforma del settore arbitrale
  • Riforma dei campionati