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L'atteggiamento, la sfortuna (che non esiste) e i problemi dell'Inter secondo Paolo Di Canio

Paolo Di Canio
Paolo Di Canio | Robbie Jay Barratt - AMA/GettyImages

Intervista da La Repubblica, l'attuale opinionista di Sky Sport Paolo Di Canio ha parlato degli attuali problemi dell'Inter, che vede comunque nella top tre della Serie A. L'ex attaccante - tra le altre - di Lazio e Milan, ha messo in evidenza alcuni atteggiamenti preoccupanti in casa nerazzurra, spronando Chuvu a prendere in mano la situazione.

"Nei primi tre posti in campionato vedo Inter, Napoli e Milan. Vediamo in che ordine. In Champions League la vedo dura per le squadre italiane, siamo lontani anni luce dai top club europei. La più attrezzata è l'Inter, ma a Madrid troppe cose non hanno funzionato. Quando vedo atteggiamenti stanchi o distratti, come la difesa nerazzurra sul 2-1 dell'Atletico, mi arrabbio come se fossi in campo. In Europa il livello è alto ed è un attimo scivolare giù".

"Nel calcio fortuna o sfortuna non esistono. Chivu deve togliere dalla testa dei giocatori simili scuse. Lui mangiava l'erba, giocava con il caschetto. Se prendi un palo è perché hai tirato male. All'Inter nei big match manca fame e cattiveria. Calhanoglu perde palla e leva la gambetta. Ci vorrebbero in campo un Maldini o un Vialli. Lautaro che esce scuotendo la testa non è un bel segnale, Bonny ora è più in forma di Thuram. A Chivu serve il coraggio di discutere le gerarchie".