La Juventus sta sondando diverse soluzioni per rinforzare un reparto offensivo che a giugno vedrà almeno un colpo in entrata. La sensazione è che la dirigenza voglia rivolgersi a vecchi obiettivi, giocatori sondati in passato i cui nomi possono tornare d'attualità nell'imminente mercato estivo. Se da un lato si è infatti riaccesa la pista Zirkzee, dall'altro invece non è mai definitivamente tramontata quella per Randal Kolo Muani.
David a Parigi e Kolo Muani a Torino?
Secondo l'edizione odierna della Gazzetta dello Sport, la Juve starebbe riflettendo sulla fattibilità di uno scambio con il Paris Saint-Germain. Un'operazione che riporterebbe Kolo Muani a Torino e con Jonathan David in direzione opposta. Dopo gli ottimi sei mesi di prestito da gennaio a luglio 2025, i bianconeri hanno provato a lungo e a più riprese a rilevare l'intero cartellino del centravanti francese, faticando però a trovare un accordo con il PSG.
I rapporti dei due club si erano addirittura incrinati quando la Vecchia Signora aveva fatto dietrofront nelle ultime ore dello scorso mercato estivo virando su Lois Openda e costringendo i parigini a cedere Kolo Muani ancora in prestito, stavolta al Tottenham. In Premier League l'ex Eintracht non ha però brillato e a giugno farà di nuovo ritorno sotto la Torre Eiffel, in attesa di conoscere il proprio destino. Il PSG potrebbe allora fare di necessità virtù, seppellire l'ascia di guerra e ascoltare la proposta della Juve.
I dubbi tecnici e i vantaggi economici
Potenzialmente lo scambio sarebbe conveniente per entrambe le società dal punto di vista economico: cedendo un giocatore preso a parametro zero, la Juve registrerebbe un'ottima plusvalenza, mentre il Paris si libererebbe di un flop pagato 90 milioni di euro (bonus compresi). In maniera paradossale, però, i dubbi sono soprattutto dei bianconeri: Kolo Muani è infatti una garanzia, ma la sensazione è che David, che ha anche due anni in meno, non abbia espresso minimamente il proprio potenziale e che possa farlo dopo essere tornato in Francia. Puntare sul sicuro oppure scommettere sul rilancio del canadese? È questo il bivio di fronte al quale si trova la Vecchia Signora.
