Alla vigilia della sfida in casa del Lecce, valida per la 36ª giornata di Serie A, il tecnico della Juventus Luciano Spalletti si è presentato in conferenza stampa per analizzare la condizione della sua squadra, la situazione di classifica e la situazione generale del club. Queste le sue parole:
"Vogliamo ripartire dalla fine della partita precedente. Se uno stadio come l'Allianz, abituato a vincere le partite, applaude dopo un risultato contro una squadra da battere, è segno che non è stato tutto da buttare via. Vogliamo riproporre una prestazione, cose fatte bene ma che non hanno avuto l'esito ricercato. Lo sbaglio sarebbe vederci della sfortuna, non dobbiamo commettere questo errore. Conosco il Lecce e l'esperienza di Corvino, quella di Di Francesco, hanno una società che investe".
"Vlahovic titolare? Può essere, ci sono ancora delle ore ma è una considerazione giusta e vediamo se tutto procede bene fino a domani sera. Non carichiamolo troppo di responsabilità".
"Ci siamo tolti qualche possibilità, perché prima era più larga a livello di alternative, per certi versi però, è anche un po' chiara perché ce n'è solo una e non rischi di arrivarci avendo dubbi sui propri comportamenti. Dobbiamo essere definitivi nelle scelte e nelle intenzioni, saper considerare questo momento e dare il massimo in questi novanta minuti. C'è questa porta, poi altre due e le dobbiamo aprire".
"In momenti come questi, quello di cui c'è bisogno è la responsabilità perché è la sofferenza a dartela. Questa settimana abbiamo soffert, le certezze sono rappresentate dall'impegno dei ragazzi che vedo da quando sono arrivato. Quando non si vince dentro questo spogliatoio si sta male, la squadra ha un dolore e ti insegna delle cose. Ho visto bene in faccia i ragazzi: sono convinto che avranno una reazione. Il carattere viene fuori quando qualcosa non ti va bene e devi ribaltarlo".
"È sempre una intuizione che fa la differenza. Dobbiamo consumarlo quel pallone e ribaltare il campo. Serve fare cose forti, spaccare il ritmo e la gestione. Ci vuole gas a tavoletta e prendersi dei rischi. C'è soltanto da esprimere, non da gestire. È chiaro che bisogna anticipare tutto, ma è una questione che può assomogliare alla paura travestita da prudenza. Noi dobbiamo giocare a viso aperto e strappare risultati fondamentali per noi".
"Credere di essere forti non nasce quando tutto va al meglio, ma quando niente ha senso. Devo andare contro le avversità, abbiamo tutto nelle nostre mani, non bisogna farsi condizionare dai ragionamenti e dalle opinioni. Sono molto soddisfatto della squadra, sicuramente ci sono momenti che fanno la differenza e ce li siamo persi. Magari per una girata di testa in ritardo, un anticipo, un mancato intuito. Queste cose ci hanno penalizzato, ma la squadra è sempre stata seria e responsabile. Un comportamento da gente da Juventus".
"Nella volata Champions c'è un po' di tutto: c'è carattere, pressione, gioco di squadra e interpretazione dei momenti. Ora si dice che il calcio è uno sport a basso punteggio e quando lo è significa che è determinato dall'episodio. Dovremo essere bravi a direzionare il vento che c'è dentro la partita: può aiutarti a spingere più forte. La pressione è un ambiente naturale per noi. Giocare una partita così è normale, abbiamo già giocato gare così, ma in questi momenti uno riesce a individuare il momento fondamentale".
"Non so fare un paragone con l'Inter. Loro sono costruiti in maniera corretta negli ultimi anni, noi un po' meno. Non è il dettagli di una partita, ma l'analisi di un periodo. Serve anche esperienza, noi possiamo crescere a livello di squadra, ci sono potenzialità e abbiamo fatto passi importanti. Penso che molto di squadra rimarrà la stessa, quindi nella testa devono essere convinti che faranno parte del futuro. Non si può stravolgere completamente una squadra, ne parleremo meglio a fine anno ma tutti dobbiamo metterci di più. Serve una gestione unica per essere trascinati nella direzione dove si vuole andare. Quello che mi interessa che capiscano è che come squadra siamo a buon livello, ma c'è da migliorare e che molti resteranno in gruppo".
"Openda è sparito? È un altro degli errori che ho commesso. Devo scegliere ma qualcosa mi perdo di sicuro. Si sta impegnando bene, è micidiale per professionalità. Non l'ho fatto giocare perché ho pensato che gli altri potessero darmi risultati migliori".
