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John Elkann punta su Spalletti e darà le garanzie economiche (senza Champions) per una Juventus competitiva

John Elkann
John Elkann | Alberto Gandolfo - Juventus/GettyImages

La Juventus ripartirà da Luciano Spalletti, indipendentemente dalla qualificazione o meno in Champions League. I bianconeri al momento si trovano al sesto posto e non sono padroni del proprio destino: per accedere alla principale competizione europea dovranno battere il Torino nel Derby e sperare nei passi falsi di Roma, Milan (e anche Como). Impresa difficile, al limite del miracolo. Nonostante ciò, la proprietà juventina scenderà in prima persona con il patron John Elkann per dare le risorse economiche necessarie per creare una squadra competitiva in vista della prossima stagione.

Come riporta La Gazzetta dello Sport, Elkann ha individuato in Spalletti l'allenatore giusto per la rinascita della Juventus. Si ripartirà da lui, evitando nuovi cambi alla guida tecnica della squadra e dando continuità, considerando anche il recente rinnovo fino al 2028. Servirà probabilmente qualche sacrificio, ma qui dovranno entrare in gioco gli uomini mercato del club bianconero.

L'assenza di introito importanti dalla UEFA per la mancata qualificazione in Champions League dovranno essere compensati con il player trading. Di fatto la Juventus dovranno mettere a bilancio circa 100 milioni di euro di plusvalenze. Cifra utile per raggiungere un punto di equilibrio economico-finanziario, fondamentale per non sforare i paletti imposti dalla UEFA con il nuovo fair play finanziario.

Nell'ultima stagione la Juventus ha lavorato positivamente per raggiungere l'obiettivo sul rapporto del costo squadra tra ricavi e spese, così come il costo del lavoro allargato sempre considerando il rapporto tra ricavi e spese. Ci sarà invece una trattativa con la UEFA per il paletto legato alla perdita triennale, imposto a 60 milioni nell'ultimo triennio da Ceferin. Secondo quanto riportato dalla rosea, la Juventus si garantirà la libertà d'azione sul mercato accettando una multa di qualche milione di euro e l'obbligo di rientro dalle perdite entro i prossimi tre anni.

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