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Italiani in Serie A: i numeri sull'ultima giornata che riaprono il dibattito

Como - Udinese
Como - Udinese | Image Photo Agency/GettyImages

La sconfitta contro la Bosnia Erzegovina, costata all’Italia la mancata qualificazione al Mondiale per la terza volta consecutiva, ha riportato con forza al centro del dibattito un tema mai davvero risolto: il poco spazio riservato ai calciatori italiani in Serie A. Ancora una volta, dopo l’ennesimo fallimento azzurro, si è parlato di riforme, vivai e valorizzazione del talento nazionale. Ma il primo turno di campionato successivo ha restituito una fotografia impietosa di un sistema che continua a privilegiare il risultato immediato rispetto alla crescita del patrimonio tecnico interno.

Numeri che fanno riflettere

Come evidenziato da Il Corriere dello Sport, il dato più allarmante riguarda i titolari: appena il 29% è italiano, vale a dire 64 giocatori su 220. Una percentuale che resta identica anche allargando l’analisi ai convocati complessivi, 125 su 429. Nemmeno dalle panchine arrivano segnali incoraggianti: nel turno analizzato sono entrati 66 stranieri contro appena 28 italiani, spesso impiegati solo nei minuti finali. Il paradosso, però, emerge guardando ai marcatori: su 23 reti complessive, ben 11 portano la firma di giocatori italiani, segno che il talento c’è ma continua a trovare troppo poco spazio.

Il caso Zaniolo e il segnale da Napoli-Milan

Emblematica la fotografia di Udinese-Como, con un solo italiano tra i 22 titolari in campo: Nicolò Zaniolo. Un’immagine simbolica di un campionato sempre più esterofilo. In controtendenza, invece, Napoli-Milan ha offerto un piccolo segnale incoraggiante: Politano, entrato a gara in corso, ha deciso la partita, dimostrando come i giocatori italiani possano ancora incidere in modo determinante quando viene concessa loro fiducia.