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Italia spregiudicata o solita prudenza? Le soluzioni di Gattuso per i playoff

Gennaro Gattuso
Gennaro Gattuso | Claudio Villa - FIGC/GettyImages

Il polverone che puntualmente si solleva al momento delle convocazioni si è ormai abbassato. L’Italia calcistica - l’unico paese che può vantare circa 60 milioni di commissari tecnici - può così esprimere la propria (irrilevante) opinione su quale potrebbe essere l’assetto tattico degli Azzurri contro l’Irlanda del Nord, semifinale dei playoff che valgono il pass per i Mondiali 2026.

Dal 4-2-4 al tridente

Per un appuntamento da cui dipende la nostra vita (sempre calcistica), l'Italia dovrà avere un'identità chiara e definita, ma allo stesso tempo la capacità di cambiare pelle a partita in corso, a seconda delle necessità che sopraggiungeranno. A Gennaro Gattuso l'ingrato compito di trovare allora un compromesso tra l'aggressività che ci si aspetta da una nobile decaduta che, dopo aver dato a lungo per scontata la partecipazione a una Coppa del Mondo, si ritrova a doversi sporcare le mani nel pantano degli spareggi; e il conservatorismo e la prudenza che da sempre contraddistingue l'Italia (non solo calcistica).

Il CT potrebbe allora confermare il 4-2-4 visto ai gironi, quando gli Azzurri si riversavano in attacco per cercare una qualificazione diretta che sembrava un'utopia. Si spiegherebbe così la chiamata di centrocampisti dinamici come Pisilli e Frattesi a scapito di altri più riflessivi come Fagioli, ma anche la presenza di ben tre punte (Kean, Retegui ed Esposito) e di altri giocatori abituati a giocare in posizione centrale (Raspadori, Cambiaghi e forse Maldini).

Allora bisognava segnare più gol possibile, stavolta invece ne basta uno in più degli avversari per passare il turno. Il 4-2-4 potrebbe quindi essere un assetto troppo spregiudicato per un'Italia che vuole volare in alto tenendo però i piedi per terra. Il 4-3-3 rappresenterebbe una valida alternativa, magari con Locatelli in regia, Barella e Tonali ai suoi fianchi e un tridente composto da Politano e Raspadori ai lati di uno tra Kean e Retegui.

Il ritorno alla difesa a tre

La Nazionale è però lo specchio del campionato, e la Serie A è il campionato della difesa a tre e dei quarti/quinti di centrocampo per antonomasia. È da giugno 2025 che gli Azzurri non utilizzano il 3-5-2 e in quell'occasione non andò particolarmente bene, tanto che dopo i 3 gol incassati a Oslo dalla Norvegia e i soli 2 rifilati alla modesta Moldova, Gattuso preferì voltare pagina e andare oltre.

Passando in rassegna le convocazioni saltano però all'occhio la presenza di sei centrali (sette se contiamo anche Calafiori) e di quattro esterni a tutta fascia (cinque comprendendo anche Politano). E se il 3-5-2 non fosse un esperimento accantonato? E se il CT volesse rispolverarlo proprio nella partita in cui l'Italia si gioca il proprio destino? Magari arrivando a concedersi qualche licenza poetica, come un 3-4-2-1 con Raspadori e Politano alle spalle di Kean, oppure, se proprio vogliamo essere spregiudicati e sbarazzini, giocarcela con Kean e Retegui e un incursore come Frattesi. Potremmo perfino sperare che sia il ventenne Esposito a guidare l'attacco di un'Italia che non lascia mai il dovuto spazio ai giovani. E qui non parliamo solo di calcio.