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Italia ancora fuori dal Mondiale, danno da 30 milioni: il peso sul bilancio FIGC

Bosnia Erzegovina - Italia
Bosnia Erzegovina - Italia | Claudio Villa - FIGC/GettyImages

La sconfitta in Bosnia non lascia soltanto amarezza sul piano sportivo, ma avrà ripercussioni economiche pesantissime per il calcio italiano. Il terzo Mondiale consecutivo mancato priva infatti la FIGC di una vetrina fondamentale e, soprattutto, di risorse che sarebbero state reinvestite sull’intero movimento. Dalla crescita del settore commerciale ai premi internazionali, l’assenza dell'Italia da Stati Uniti, Canada e Messico rischia di compromettere la programmazione futura della Federcalcio.

La mancata qualificazione costa 30 milioni

Secondo La Gazzetta dello Sport, il conto dei mancati ricavi sfiora i 30 milioni di euro. La cifra comprende diversi fattori: circa 9,5 milioni di malus automatici previsti nei contratti di sponsorizzazione, una decina di milioni legata a merchandising e nuove partnership sfumate, oltre al premio FIFA d’ingresso che avrebbe garantito almeno 9 milioni di euro. A questi si sarebbero aggiunti ulteriori bonus in caso di passaggio del girone, rendendo ancora più pesante il danno economico.

Bilanci solidi ma budget da ridurre

Negli ultimi anni la Federazione ha comunque dimostrato solidità, riuscendo a mantenere i bilanci in utile anche dopo le precedenti esclusioni mondiali. La linea resta quella di adeguare i costi ai ricavi, preservando l’equilibrio gestionale. Tuttavia il budget 2026 dovrà inevitabilmente essere rivisto al ribasso, con minori investimenti possibili su sviluppo, settore giovanile e infrastrutture. Tutti invocano riforme dopo il terzo Mondiale consecutivo fallito, ma senza le risorse garantite da quel palcoscenico diventa inevitabilmente più difficile trasformarle in realtà.