Le dimissioni di Gabriele Gravina hanno aperto una fase delicatissima per il calcio italiano, chiamato non solo a scegliere un nuovo presidente federale ma anche a ripensare il proprio modello di governance. In attesa della scadenza del 13 maggio per la presentazione delle candidature, Giancarlo Abete avvierà il confronto tra le varie anime del movimento con l’obiettivo di individuare una figura capace di unire professionismo, dilettanti e calciatori. La prossima elezione sarà soltanto il primo passo di una rifondazione più ampia, resa necessaria dalle difficoltà della Nazionale e dalle tensioni strutturali tra le leghe.
La Serie A cerca un candidato
Secondo La Repubblica, i club di Serie A vogliono arrivare all’assemblea con una linea politica precisa. Al centro del progetto ci sono quattro priorità: agevolazioni fiscali per le società, sostegno pubblico agli investimenti sugli stadi, una strategia comune per la crescita dei vivai e una risposta condivisa ai vincoli europei sul tesseramento degli Under 16. Più che imporre un nome, il massimo campionato punta a far pesare il proprio ruolo economico attraverso un programma chiaro e difficilmente negoziabile.
Il nodo seconde squadre e la riforma della Serie C
Tra i temi più divisivi c’è l’espansione delle seconde squadre in Serie C, fortemente sostenuta dalla Serie A ma vista con freddezza dalla terza lega, più interessata a tutele economiche per i club esistenti. Sul tavolo resta anche l’ipotesi di ridurre il numero complessivo delle squadre professionistiche: una riforma complessa, ma considerata sempre più centrale nel processo di rilancio del sistema.
