Sono tante le vite vissute da Dusan Vlahovic fin qui alla Juventus, tante versioni del serbo che lo hanno visto spesso tramutarsi in capro espiatorio - anche criticato - e che adesso lo vedono addirittura come potenziale (e credibile) numero nove anche per il futuro. Qualcosa è cambiato, evidentemente, e l'addio dato spesso per scontato adesso è solo una delle varie possibilità, non quella più probabile.
I primi passaggi si legano al campo e alla possibilità di vivere da protagonista il finale di campionato, si sottolinea poi l'idillio con Luciano Spalletti e la fiducia del tecnico nei confronti del centravanti serbo, sia pensando al campo - nell'immediato - che valutando il discorso rinnovo. Con l'Udinese Vlahovic tornerà a disposizione, dopo ben 15 settimane, e le trattative a tema rinnovo finalmente sembrano pronte a ripartire concretamente.
Da peso a risorsa: effetto Spalletti
Spalletti, spiega Tuttosport, ha contribuito a cambiare lo status di Vlahovic agli occhi della società: non un elemento costoso e dal destino scontato ma, al contrario, una risorsa valida in assoluto. Le cifre sembravano distanti, troppo, tra una parte e l'altra: il limite del resto è quello dei 6 milioni percepiti ora da Yildiz. Il tema resta delicato, la pare fissa per Vlahovic non dovrebbe arrivare appunto a 6 milioni, ma la questione di bonus e premi (per rendimento individuale e obiettivi di squadra) appare cruciale. Persino decisiva.
Contatti divenuti fitti e costanti tra le parti, pur senza voler sbandierare questa nuova apertura: si è tornati a lavorare in silenzio ed evidentemente è anche merito di Spalletti. Da un lato Vlahovic, dunque, poi ci sarà un altro attaccante da portare in rosa: Muani è il primo nome, occhio anche alla suggestione Lewandowski e a Nicolas Jackson.
