Il ritorno da ex a Bergamo, le assenze, il progetto Roma: la conferenza stampa di Gasperini

Alla vigilia della sfida di campionato contro l'Atalanta, il tecnico della Roma Gian Piero Gasperini ha parlato in conferenza stampa della situazione della sua squadra, degli infortunati e dell'avversario di turno. Ma soprattutto del suo ritorno a Bergamo da ex.
"A livello di influenza ci sono Pellegrini e Bailey che sono comunque infortunati, l'ultimo è Pisilli che dovrebbe comunque recuperare. Hermoso è recuperato, da valutare Wesley che ha un po' di acciacchi. Insomma è una vigilia un po' movimentata ma sono convinto che in prossimità della gara si possono recuperare tutti. Il fatto di poter giocare una partita così diventa una motivazione molto forte. Torno a Bergamo con grande piacere, sono stato 9 anni lì, è una bella storia e ci sarà tempo per ricordarla. Il comune denominatore era il presidente Antonio Percassi con cui tutto è iniziato e siamo andati avanti con squadre, sempre con grande sintonia. Ad un certo punto la proprietà è cambiata, la figura dell'allenatore era considerata diversa, gli obiettivi sono stati raggiunti. L'Europa League secondo me non è il punto massimo, la vera anomalia è stata raggiungere certi traguardi con bilanci in utile. Una piccola città ma molto compatta tra tifoseria, squadra e società: ho cercato di lasciare la squadra nel punto più alto possibile, in Champions League, con una squadra forte una società ricca perché ha potuto vendere Retegui, Ruggeri e Piccoli, senza toccare un patrimonio di giocatori che va da Carnesecchi a Scalvini e Lookman, e di altri che rivedrò volentieri. Ho lasciato un grande valore, sono contento di essere venuto a Roma. Sono forse n una situazione più difficile, quello che stiamo cercando di fare insieme all'ambiente potrebbe essere molto importante e gratificante. Io ci credo molto".
"Le assenze dei giocatori in Coppa d'Africa tolgono molto all'incontro. In questo siamo pari. Incontriamo una squadra forte, costruita da Champions League dove ha fatto bene, in campionato ha zoppicato un po' ma resta forte: è stata notevolmente rinforzata in tutti i reparti ed è stata completata. Conosco il valore di tutti, sia tecnico che morale, ma sono molto fiducioso della nostra squadra perché quello che stiamo facendo, anche in situazioni di emergenza, in pochi se lo aspettavano. Guardiamo avanti con una fiducia che ci siamo costruiti sul campo in questi mesi".
"Per Raspadori in Spagna dicono che è fatta? Allora dovete chiedere in Spagna. Questa è una squadra che ha una sua base e sta facendo cose che ci piacciono. L'obiettivo della Roma è diventare sempre più forte. Non bisogna mettere giocatori tanto per mettere, ma mettere giocatori forti che possano dare un valore aggiunto. Questo è un mercato un po' strano, diverso dagli altri anni dove le big si stanno scatenando, cosa che non era mai successa. Nel giro di pochissimi punti giochi per lo Scudetto, per le Coppe e per niente. Bisogna accettare la sfida e stare attenti, sempre pronti, guardare solo il nostro percorso, e fare le cose per migliorarci e diventare più forti".
"Spero di non essere cambiato: spero di essere me stesso sempre, nel bene e nel male. Mi porto dietro le mie caratteristiche, la cosa per me importante è aver fatto presa sullo spogliatoio e aver tolto un po' lo scetticismo nei miei confronti. Per me non è stato facile cambiare vita e lasciare quello a cui ero abituato, ma professionalmente sono in una situazione che mi stimola tanto e mi dà la credibilità di poter fare un bel lavoro, in questo non sono diverso da Bergamo. Quando ho vinto l'Europa League ero convinto di poter lottare ancora più in alto, convinzione dettata anche dalle possibilità economiche di poterlo fare, questo forse è il motivo per cui sono venuto a cercare queste cose qua".
"A me Dybala piace quando fa gol e fa fare gol, quindi deve andare avanti, sapersi inserire, poi è un giocatore in grado di aiutare la squadra quando va in difficoltà e darci una mano quando l'avversario è nella tua metà campo, ma l'importante è che fa gol e fa fare gol".
"Mi piacerebbe avere giocatori pronti a gennaio, ma chi arriva in questo mese è difficile che arrivi nella condizione giusta. Non penso mai che chi arriva entra e spacca nell'immediato. Quanto tempo ci vorrà non lo so, lo vedremo eventualmente quando saranno qui. La rosa esiste e ha fatto molto bene, non c'è da avere fretta, chiunque arriverà avrà bisogno di tempo, la mia visione è fare la Roma forte nel tempo".
"L'accoglienza di De Rossi è stata molto bella. Conoscendo i bergamaschi sarà bello salutarci, ma poi ognuno per sé, senza prigionieri".
"Sappiamo la realtà finanziaria di questa estate, speriamo di poterla migliorare nel tempo. Non è solo una questione di soldi, l'esempio stesso è anche l'Atalanta nel saper scegliere. Chiaro che ci si scontra con la società con disponibilità importanti, ma la Roma deve essere ambiziosa lo stesso, a maggior ragione bisogna guardare se stessi, cercando pezzo per pezzo di migliorare la nostra squadra".
"Portando Celik sull'esterno, abbiamo cinque difensori, tra cui Ndicka che non c'è, oltre a Hermoso e Mancini diffidati. Per una squadra che vuole andare in fondo... Non sono per le rose molto ampie, in questo momento sto guardando anche ai settori giovanili, ma un minimo di rosa di venti giocatori più i portieri bisogna averla. Bisogna operare sui giocatori che giocano meno momentaneamente, come Ziolkowski e dargli il tempo di farlo diventare un giocatore affidabile come Ndicka e Mancini. Ci vuole tempo e non bisogna pretendere alla loro età la stessa affidabilità. I numeri non devono essere enormi, ma la rosa deve essere completa".
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