Il protocollo VAR e una classe arbitrale non all'altezza: parlano Chiellini e Comolli

Niente interviste per Luciano Spalletti: sono stati Giorgio Chiellini e Damien Comolli a presentarsi alle telecamere di Sky Sport al termine di Inter-Juventus. Oggetto dell'intervento dei due dirigenti, com'era prevedibile, la discussa espulsione per doppia ammonizione di Pierre Kalulu. In particolare, Chiellini e Comolli si sono scagliati contro il protocollo VAR e la classe arbitrale, ritenuta non all'altezza di certi contesti. Ecco le loro parole riprese da tuttojuve.com.
Le parole di Chiellini:
"Più che altro non si può parlare di calcio perché dopo quello che è successo oggi diventa difficile parlare di calcio, apprezzo lo sforzo dello studio ma oggi è successo qualcosa di inaccettabile. È l'ennesimo episodio da inizio stagione che poi capita a noi, capita agli altri però, probabilmente domani si cambierà anche il Var perché non si può più andare avanti così. Ma non è accettabile, questo errore non è accettabile in una partita del genere. Non è accettabile, come abbiamo provato a dire in modo propositivo da inizio stagione, che non ci sia un livello adeguato ad una partita del genere. Questo è lo spettacolo che diamo nel mondo. È lo spettacolo che purtroppo abbiamo dato com altre squadre e con altri episodi da inizio stagione. Bisogna cambiare, bisogna cambiare subito non bisogna sempre procrastinare come capita troppe volte nel calcio italiano".
A fine partita avete parlato con La Penna?
"A fine partita, non abbiamo avuto modo di parlare con La Penna".
Parla Comolli:
"È stato imbarazzante vedere questo. È stato visto in tutto il mondo. È una somma di errori che ci sono stati nel corso di questa stagione".
Cosa intendi quando parli di cambiare qualcosa? Risponde Chiellini:
"È da inizio anno che tutti comunque abbiamo messo in evidenza che non c'è una struttura adeguata al campionato di Serie A. Ci sono episodi continui di settimana in settimana. Abbiamo provato ad essere propositivi, abbiamo provato tutti a farlo e non si può continuare così ogni settimana c'è una squadra diversa che è qui. È palese che adesso il livello non è adeguato. Poi ci sarà troppa pressione, non ci sarà troppa pressione. Non sono professionisti, non si allenano adeguatamente, non sono allenati bene, non sono bravi abbastanza... È chiaro che così non si può andare avanti. Oggi che il derby d'Italia, è la partita che tutti aspettano non si può decidere in questo modo con questa leggerezza e permettere che ci sia questo spettacolo. Poi oggi è capitato a noi, nelle scorse settimane sono capitate ad altri e poi capiterà qualcun altro ancora, ma non si può parlare di calcio dopo una partita del genere. Riferimento a Rocchi? Se vuoi è palese questa cosa qua, cioè in questo momento qui c'è un gruppo che non funziona e quindi c'è anche chi debba metterci la faccia e che in questo momento va a dire a tutti che a fine anno andrà via, ora vediamo cosa succederà. Non c'era neanche oggi allo stadio. In una partita del genere capiamo quello che sarà il futuro".
Sul protocollo:
"Il protocollo andrà cambiato, stasera ne è stata la prova. Però ci sono tanti altri modi di evitare errori del genere, decisioni affrettate dove alla fine ogni settimana e così. L'altra settimana ha parlato De Rossi, poi quella prima da Gasperini, quella prima ancora Conte. Non siamo noi i primi e non saremo gli ultimi. C'è qualcosa che non funziona è palese e il protocollo è una parte di quello".
Pensi che Inter Juventus avrebbe avuto bisogno di una designazione diversa?
"Credo che parlare ora sia anche sbagliato e facile. È una scelta che non compete a me. Dispiace perché poi sono ragazzi come noi, però altrettanto palese che non c'era il livello per arbitrare una partita del genere".
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