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Il progetto Fiorentina, la trattativa col Milan e CR7 alla Juventus: parla Paratici

Fabio Paratici
Fabio Paratici | SOPA Images/GettyImages

Intervistato dal Corriere della Sera, l'attuale direttore sportivo della Fiorentina Fabio Paratici ha parlato della scelta di firmare per il club viola, del progetto del club toscano, ma anche delle voci passate sul Milan e l'acquisto di Cristiano Ronaldo ai tempi della Juventus.

"Ho firmato un contratto lungo con la Fiorentina perché voglio vedere dieci ragazzi cresciuti qui al Viola Park arrivare in prima squadra, e altri diventare comunque dei professionisti. Ti senti davvero al Real Madrid in questa struttura. Quando Ferrari e Goretti sono venuti a Londra era metà dicembre e la Fiorentina aveva sei punti. Ho subito detto che la classifica non mi preoccupava, non nel senso che non fosse brutta ma per la profondità del lavoro di cui parlavamo e che la famiglia Commisso vuole sostenere con l'amore e la disponibilità che sono l'eredità di Rocco, un anno perso sarebbe stato rimediabile. E comunque non lo perderemo".

"Spero Kean rimanga, ha una clausola d'uscita importante ma in Europa ne conoscono il valore. E aggiungo il nome di Fagioli, un centrocampista da Barcellona che gioca in Italia. Puntiamo sull'Under 23. Apprezzo molto il business che sta dietro al Como, questo sviluppo del brand del lago, in effetti un luogo bellissimo. Ma, vogliamo mettere con Firenze?! Non scherziamo, le potenzialità sono immense, sono qui per sfruttare le conoscenze che ho acquisito. Secondo me in Serie A possono fare la differenza".

"Con il Milan non è che ero in trattativa, avevamo proprio chiuso. Due volte nel giro di quindici giorni, mancava solo la firma. Poi mi hanno detto che non se ne faceva più niente. Non credo ci sia stato lo zampino di Marotta, lui ha smentito. Di certo non l'ho chiamato. Acqua passata, la mia storia è Firenze. Devo tanto a Marotta, mi ha preso alla Sampdoria come capo osservatore il giorno dopo che avevo smesso di giocare, e io continuavo ad andare in giro come un calciatore: felpa, sneakers e via così, finché Beppe mi disse che in ufficio si va in giacca e cravatta, e a trattare con i calciatori pure".

"Cristiano Ronaldo è stato prezioso per la Juventus, importante per tutti. Noi tutti volevamo la Champions League e il primo anno avremmo potuto vincerla: l'eliminazione dall'Ajax mi resta ancora qui... Il problema fu che segnando un gol a partita, Cristiano rese troppo facile la vita ai compagni, che peraltro avevano già vinto tanto. Per questo motivo cambiammo allenatore, per provare una shakerata. Allegri è il più intelligente di tutti, la sua capacità di relazione con i giocatori fa la differenza. Qualche difficoltà la ebbe all'inizio Sarri, più integralista tatticamente, poi si adattò e vinse lo Scudetto anche lui, molti se lo sono scordato".