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Il primo Scudetto da presidente, la scelta Chivu e il mercato sugli italiani: parla Beppe Marotta

Giuseppe Marotta
Giuseppe Marotta | Nicolò Campo/GettyImages

Nel corso della festa Scudetto dell'Inter a San Siro, dopo la gara vinta contro il Parma, il presidente nerazzurro Beppe Marotta si è presentato ai microfoni di DAZN per parlare della vittoria del titolo, delle emozioni e della decisione di puntare su Cristian Chivu come allenatore. Tra i temi trattati anche la programmazione sul mercato estivo, che potrebbe portare all'arrivo di nuovi italiani in rosa.

"Questo Scudetto, il primo da presidente, ha un sapore diverso, un sogno che si è realizzato. Pur avendo il sogno da dirigente, non avrei mai sognato di vincere da presidente dell'Inter. È qualcosa di grandioso. Ringrazio i presidenti che mi hanno preceduto, che sono stati fonte di ispirazione per me: Pellegrini, Moratti, Facchetti, Zhang. Ringrazio anche i tifosi che sono stati grandiosi e la proprietà che ci ha fatto lavorare tranquilli. Ma questo è lo Scudetto di Chivu e della squadra".

"Come ha raccontato anche Inzaghi, la risoluzione consensuale è avvenuto lunedì, e martedì avevamo deciso di puntare su Chivu. Lo abbiamo fatto con un coraggio ponderato perché Chivu aveva dalla sua un curriculum da giocare vincente con il Triplete, di essere stato capitano dell'Ajax a 21 anni e di aver vinto con la Primavera dell'Inter e di aver allenato il Parma. Abbiamo deciso tranquillamente con le sue abilità, forse poteva mancargli l'esperienza ma noi lo abbiamo supportato in questa unica lacuna. Potrà e deve rimanere all'Inter per tanti anni, ha grandissime qualità".

"Dopo un periodo negativo ma contraddistinto da bellissime prestazioni, abbiamo capito che la squadra era unita e l'allenatore era il leader. Non ho mai esonerato un allenatore durante il campionato perché l'allenatore è una componente fondamentale ma deve essere aiutato. Spesso le valutazioni sono fatte di istinto e spesso paga l'allenatore ma non è il nostro caso. Abbiamo una cultura diversa e non c'erano le condizioni per cambiare. Sapevamo il valore suo e della squadra".

"Io, Chivu, Ausilio e Baccin parliamo di tutto, ancora non è il momento di parlare dell'anno prossimo. Ma abbiamo le idee chiare. La proprietà ci detterà le linee guida ma sono fiducioso perché il gruppo si è consolidato negli anni e oltretutto ha uno zoccolo duro di italiani. Dobbiamo vedere chi sono i migliori talenti italiani".

"Bastoni? Ha già dimostrato di essere una sicurezza, mi riferivo ad altri giocatori giovani italiani che possano fare al nostro caso. Ci sono giocatori che possono fare il nostro gioco come stranieri di una certa esperienza perché bisogna fare il giusto mix, con gente di esperienza che porta la cultura della vittoria che deve essere sempre presente come le motivazioni".


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