Il presidente del Corinthians non apre alla cessione di André: Milan ancora fiducioso

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Milan | Nicolò Campo/GettyImages

Sembrava tutto pronto per il trasferimento di André al Milan, ma nelle ultime ore la trattativa ha registrato un improvviso rallentamento legato a passaggi burocratici e autorizzativi. L’operazione con il Corinthians appariva ormai in dirittura d’arrivo, salvo poi incagliarsi nella fase conclusiva, quando mancava soltanto la formalizzazione definitiva. Non si tratta però di uno stop tecnico sul piano sportivo, quanto piuttosto di una frenata amministrativa che ha fatto emergere tensioni interne al club brasiliano.

Un affare già delineato

Secondo quanto riferito da ESPN Brasil, l’intesa economica tra le parti sarebbe stata raggiunta da tempo. Il Milan ha infatti impostato un’operazione da 17 milioni complessivi - 15 di parte fissa più 2 di bonus - per acquisire il 70% dei diritti economici del centrocampista classe 2006. Il restante 30% appartiene al giocatore, che avrebbe deciso di rinunciarvi pur di facilitare il trasferimento in Serie A. L’accordo prevede inoltre un contratto quinquennale fino al 2031 e una percentuale del 20% sulla futura rivendita a favore del Corinthians. Il passaggio in rossonero, salvo imprevisti, sarebbe programmato dopo il Mondiale del 2026.

Il muro del presidente del Corinthians e la tutela della FIFA

Il vero ostacolo è rappresentato dalla posizione del presidente del club paulista, Osmar Stabile, che non avrebbe ancora firmato la documentazione finale, valutando anche la possibilità di rinegoziare alcune condizioni. Tuttavia, come spiegato da RedBlack Insights, il Milan può fare affidamento sulle tutele previste dai regolamenti della FIFA. La giurisprudenza della Camera di Risoluzione delle Controversie e del Court of Arbitration for Sport riconosce infatti valore vincolante allo scambio di bozze contrattuali già sottoscritte dall’ufficio legale del Corinthians. In caso di recesso unilaterale, i rossoneri potrebbero ricorrere al tribunale FIFA chiedendo un risarcimento per danni, comprendendo perdita di opportunità, costi di negoziazione e impatto reputazionale. Proprio per questo, nonostante le tensioni, il Milan continua a ritenere l’operazione ancora pienamente recuperabile.