Il piano della Juve sul mercato: punti fermi, cedibili ed elementi in bilico

I riscontri del campo hanno il potere di deviare anche i pensieri sul futuro, di spingere a ripensamenti o comunque a cambiare forma ad aspetti che sembravano scontati. Evidente che la disfatta con Galatasaray provochi una sorta di crisi d'identità, in casa Juventus, e che riporti in ballo anche rimpianti di mercato: il salto di qualità che non ha avuto luogo in inverno sarà una missione a partire da giugno.
Non riparazione, insomma, ma ristrutturazione: l'obiettivo è quello di tornare competitivi in ogni sede, anche a livello europeo (qualificazione alla Champions permettendo). Nessun dubbio su Luciano Spalletti e sulla fiducia riposta dal club nel tecnico toscano, così come appare scontata la volontà di ascoltare gli input dell'allenatore anche in sede di mercato: il rapporto tra Spalletti e la proprietà appare un buon punto di partenza, così come l'attenzione crescente rivolta da John Elkann verso la squadra.
Chi resta e chi può partire
Cosa serve alla Juve? Un attaccante di primo livello, un centrocampista, due rinforzi sulle fasce e in difesa: questo l'elenco di colpi immaginato da Tuttosport. Il confronto col Galatasaray di Osimhen ha reso chiaro quanto un elemento di quel calibro possa spostare le sorte di una squadra, innanzitutto servirà capire chi della rosa attuale meriterà la conferma: McKennie gode della fiducia di Spalletti, Yildiz è stato recentemente blindato e per la Juve non ha prezzo, risultando sostanzialmente incedibile.
Per Vlahovic la situazione non è del tutto compromessa ma la trattativa per il rinnovo resta ovviamente in salita, date le difficoltà emerse ogniqualvolta le parti hanno provato a parlarne. In bilico c'è Cambiaso, già accostato a un addio: piace a tanti ed è uno degli elementi in grado di portare maggiori introiti in caso di cessione (discorso applicabile anche a David). Koopmeiners potrebbe aver risollevato le proprie sorti in bianconero dopo la prova di Istanbul ma, nel complesso, un addio rimane possibile. Zhegrova e Openda, d'altro canto, sono da considerare cedibili nonostante siano arrivati solo da pochi mesi.
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