Il peso del rinnovo di Yildiz, il futuro e i nuovi arrivati: Juve, parla Spalletti

Spalletti
Spalletti / Neal Simpson/Allstar/GettyImages
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La Juventus, reduce dalla pesante sconfitta con l'Atalanta in Coppa Italia con conseguente eliminazione ai quarti, si prepara a tornare in campo in Serie A e ad affrontare la Lazio allo Stadium. Luciano Spalletti, tecnico bianconero, ha parlato nella consueta conferenza stampa della vigilia. Queste le sue dichiarazioni, successive all'annuncio del rinnovo di Yildiz da parte di Comolli:

Il rinnovo di Yildiz: "Un giorno molto importante per il futuro della Juventus. È bellissimo pensare di avere dentro la squadra Kenan per più anni possibile" riporta IlBianconero.

Come sta Yildiz: "Yildiz è a disposizione, oggi ha sviluppato tutto l'allenamento con la squadra. Per quanto riguarda Conceicao e Kelly hanno lavorato a parte, c'è da valutare domani perché è passato poco tempo ed è meglio andare a domani per valutarli".

Il futuro: "Secondo me è giusto non mettere pressione alla cosa, la società deve avere tempo di fare valutazioni. Per quanto mi riguarda, se mi riuscirà di dimostrare il mio valore come Kenan allora sarà una cosa possibile. Siamo concentrati sulla nostra priorità, la mia deve essere quella di preparare bene le partite. La Juventus ha da sistemare qualcosa come oggi, che diventa fondamentale per il futuro, ha da parlare di contratti in scadenza... c'è anche il mio ma io sono venuto con quell'intenzione di lasciare a loro disposizione la scelta. Ci sono delle partite da giocare che possono far cambiare opinione, si fanno le cose con calma. Io ho parlato spesso con Elkann per telefono e lo sento molto vicino, partecipe a quelle che sono le nostre dimostrazioni di forza, le nostre voglie di diventare sempre più forti. Con lui vicino ci sentiamo ancora più forti".

Le seconde linee: "Siamo costretti a fare delle scelte, siccome siamo una squadra con un comportamento ben preciso in campo, questa capacità di relazionarsi tra loro e riuscire a influenzarsi dentro alla partita diventa fondamentale. Probabilmente io facendo giocare quelli lì sono riuscito a condizionare di più in positivo quelli che hanno giocato di più, ma io non vedo questa differenza, o perlomeno viene fuori dalla prestazione, ma non che si riesca a individuare che è stata colpa di questo o di quell'altro che ha giocato meno. In una partita come quella col Monaco non è che io possa indicare i subentrati dalla partita precedente come colpevoli del mancato risultato. Ho visto tutta la squadra un pochettino al di sotto. Scagionerei direttamente solo quelli che sono subentrati".

Le prestazioni: "Giochisti e risultatisti... ci sono in mezzo gli equilibristi. Io penso che avendo più la palla si riesca a decidere le nostre sorti: in una gara come quella di domani se dai la palla alla Lazio, loro fanno la cosa che gli piace più fare, conoscete Sarri e le sue squadre. Da un punto di vista nostro ci sono delle partite che ti fanno rimanere un po' in sospeso, che ti fanno sentire un po' incompleto, però questo è ciò che vogliamo andare a fare e cercare di sviluppare nelle nostre partite. Siamo una squadra che per fare queste trasformazioni, questo adattarsi al comportamento degli avversari, io penso sia una soluzione importante: si va a tentare di avere più palla noi. Cosa farne e dove andare a portarla più o meno veloce è un altro discorso. Io posso decidere anche di non attaccare e fare un possesso sterile che non porta a niente se non a statistiche, oppure posso verticalizzare e finire l'azione il prima possibile. Dipende dove si trovano queste possibilità di sviluppare il nostro gioco. È un sistema un po' liquido, si va a valutare le cose di volta in volta, non c'è solo questo o quel comportamento".

Yildiz come leader: "Significa che prima di tutto ti dà forza a tutta la squadra. Le valutazioni di questi campioni sono in funzione di quanto riescono a collegarsi alla squadra e la influenzano a essere un collettivo. In questo modo si diventa tutti più forti. Lui ha quell'uno contro uno fulminante, ti mette nelle condizioni di grande vantaggio. Quelli che hanno questa qualità ti danno la sintesi per creare subito qualcosa di importante, ti trovi in superiorità perché quasi sempre salta il suo avversario. Per noi è una forza che ha nell'esclusività il suo comportamento e la sua finalizzazione, il suo estro... È veramente tanta roba Yildiz. Il fatto che sia molto giovane è un qualcosa che fa parte della cultura e della famiglia che lui ha: è un merito e si vede anche così che è un ragazzo che ha avuto un insegnamento per bene, è sempre molto sorridente, scherza con tutti... saper stare con le persone e saperle capire è una qualità importantissima, con i confini molto sottili come ci sono adesso. È quella la vera cultura, saper stare nei contesti e con persone che la pensano in modo differente, e lui in questo adattarsi e sapersi far apprezzare ha una qualità assoluta".

I nuovi arrivati: "Sono due giocatori forti, ci possono dare una mano. Boga come vice Yildiz? Dicevamo che un calciatore che avesse quelle caratteristiche lì e sapesse partire da quella posizione lì. Boga sa stare anche da altre parti e sa comportarsi in altri ruoli, anche lui ha questa rapidità e questa sensibilità palla al piede e sa saltare il suo avversario, sono tutte cose importanti che messe in un contesto che funziona diventa più facile adattarle in altri ruoli, quando il contesto funziona ti aiuta a essere ancora più campione di quello che sei. E poi ci ha fatto vedere da subito che ha personalità, ha creato qualche spiraglio in più per avere possibilità di finalizzare l'azione. Holm è uno che conosco da più tempo perché ha giocato a Spezia e mia moglie è di lì, si va spesso lì e sono andato spesso a vedere giocare lo Spezia, mi aveva già colpito quando giocava lì e poi ha avuto una crescita imponente, ha avuto Italiano come allenatore e ha giocato in una squadra importante come il Bologna".

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