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Il Mondiale per aiutare l'economia: l'incasso per la FIGC e gli effetti sul PIL

Italia
Italia | Jonathan Moscrop/GettyImages

Domani l’Italia affronta l’Irlanda del Nord nella semifinale playoff che vale l’accesso ai Mondiali 2026. Un appuntamento cruciale per riportare gli Azzurri a una Coppa del Mondo dopo le clamorose assenze del 2018 e del 2022. In palio però non c’è soltanto il prestigio sportivo, ma anche un impatto economico rilevante per l’intero sistema calcio e per il Paese. La partecipazione al torneo, infatti, garantisce notevoli ricavi commerciali e influisce positivamente anche sull’indotto.

Quanto vale il Mondiale per la FIGC

La qualificazione garantirebbe alla FIGC un primo assegno da circa 10,5 milioni di dollari tra bonus partecipazione e contributo preparazione. A questi si aggiungerebbero ulteriori premi legati al cammino nella competizione, oltre a un incremento significativo dei ricavi da sponsor. Negli ultimi anni la federazione ha già rafforzato la propria solidità economica grazie ad accordi commerciali rilevanti, come quello con Adidas. Il Mondiale rappresenterebbe un ulteriore acceleratore: il merchandising, già in forte crescita, potrebbe registrare un’impennata nelle vendite, trainato dall’entusiasmo dei tifosi e dalla visibilità globale dell’evento.

L’impatto sul PIL

Come evidenzia Il Corriere dello Sport, il calcio italiano genera un impatto economico complessivo di oltre 12 miliardi sul PIL. La partecipazione al Mondiale potrebbe determinare un incremento stimato tra lo 0,3 e lo 0,7, a seconda dei risultati sportivi. A questo si aggiungono i ricavi legati al betting, al turismo sportivo e ai consumi. Tornare ai Mondiali, dunque, non è solo una questione di campo: è un'opportunità di crescita per l’economia del Paese.