Il blocco del mercato del Napoli divide la Lega: le big si oppongono alla delibera

Il clima all’interno della Lega Serie A è tutt’altro che sereno. La questione legata ai vincoli economici e al possibile sblocco del mercato del Napoli ha acceso un confronto duro tra i club, con posizioni nettamente contrapposte e tensioni che vanno oltre il semplice tema finanziario. Al centro del dibattito c’è una norma che oggi limita l’operatività del club azzurro e una possibile modifica che rischia di spaccare il fronte delle big.
Il nodo dell’indicatore e il blocco del mercato
A inizio 2026, il Napoli si trova costretto a muoversi a saldo zero sul mercato a causa del mancato rispetto del parametro sul costo del lavoro allargato, che mette in rapporto ricavi e spese per il personale. Finché questo indice non rientra nei limiti, ogni operazione in entrata deve essere compensata da una cessione. Il club, però, ritiene la norma penalizzante dato che, pur avendo liquidità accumulata negli anni, queste risorse non sono considerate utilizzabili per riequilibrare il parametro.
La spaccatura politica e il rischio regolamentare
Secondo quanto emerso e riportato da La Gazzetta dello Sport, la Lega ha approvato una delibera che consentirebbe di includere quelle riserve tra gli strumenti validi per rientrare nei parametri, demandando ora la decisione finale alla FIGC. Il voto, però, non è stato unanime e ha evidenziato una frattura evidente: il Milan contrario, Juventus, Inter e Roma astenute (gli altri sedici club si sono espressi invece favorevolmente). Una divisione che intreccia interessi sportivi e istituzionali. Il rischio è duplice: da un lato favorire di fatto solo il Napoli, dall’altro minare la credibilità del sistema cambiando le regole a stagione in corso. Una scelta che, comunque vada, lascerà strascichi profondi.
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