Il bilancio del mercato invernale in Serie A: tanti colpi mancati, movimenti in coda

  • Pochi colpi ad effetto e tante idee rimaste in sospeso per le big
  • Le squadre a caccia di salvezza cambiano: numerosi addii e volti nuovi
Torino FC v AS Roma - Serie A
Torino FC v AS Roma - Serie A / DeFodi Images/GettyImages
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Si è chiusa la sessione invernale di mercato, lo ha fatto con un ultimo giorno privo di colpi clamorosi e di particolari sorprese di cui dar conto: una tendenza che del resto ha caratterizzato il calciomercato invernale fin dalle prime battute, considerando come tanti acquisti attesi e reclamizzati siano poi sfumati e come, di fatto, le big non abbiano certo rivoluzionato le loro rose (lasciandole anzi quasi intatte in molti casi). Tra le formazioni di vetta si può sottolineare come la Roma, su spinta di Gasperini, abbia provato a rinforzare l'attacco: Malen l'arrivo più importante, coi gradi del titolare, ma sono arrivati anche Vaz, Zaragoza e Venturino (a fronte della cessione di Baldanzi). Importante il ritorno di Raspadori all'Atalanta, acquisto concluso proprio battendo la concorrenza della stessa Roma, ma al contempo la Dea ha dovuto rinunciare a un pezzo da novanta come Lookman, stavolta ceduto effettivamente dopo tante voci passate, mai concretizzate.

Napoli e Lazio: due casi complessi

A proposito di addii si sottolinea la situazione peculiare di Napoli e Lazio: nel primo caso il mercato doveva essere necessariamente a saldo zero, gli arrivi di Alisson Santos e Giovane si sono dunque accompagnati agli addii di Lang e di Lucca, andando dunque a modificare sensibilmente l'attacco a disposizione di Conte. Nel caso dei biancocelesti, invece, il mercato ha portato con sé veri e propri casi e ha esacerbato i rapporti tra la proprietà e l'ambiente a causa di addii pesanti (Guendouzi e Castellanos) e di situazioni complesse come quella di Romagnoli (trasferimento saltato in extremis nonostante la volontà del calciatore). Gli arrivi di Maldini, Taylor e Ratkov non bastano, sulla carta, a ricomporre i rapporti con Lotito e a soddisfare un Sarri già provato dall'immobilismo (forzato) della scorsa estate.

Le big: attese non ripagate

Il mercato appena concluso porta con sé, poi, il segno di ciò che poteva essere e non è stato: riferimento particolare alle big, nello specifico a Juventus, Milan e Inter. I bianconeri hanno condotto manovre atte a sistemare la rosa e a liberarsi di elementi divenuti in esubero: sono arrivati Holm e Boga, utile vice-Yildiz, e sono partiti Rugani e Joao Mario. Il Milan ha aggiunto Fullkrug al novero di attaccanti a disposizione di Allegri, dandogli un elemento diverso dagli altri, ma non è riuscito a chiudere un altro colpo e ha rinunciato - proprio in extremis - a un profilo ambizioso come Mateta, che avrebbe potuto dare una spinta nella corsa Scudetto. Niente attaccante nemmeno per la Juve: En-Nesyri, Muani e lo stesso Mateta, tanti profili accostati ai bianconeri ma reparto avanzato che, alla fine, è rimasto invariato. Discorso affine a quello che riguarda l'Inter sulla corsia di destra: i nerazzurri, aspettando Dumfries, restano così e mettono a segno solo un colpo per il futuro come Massolin, promettente centrocampista del Modena.

I colpi per salvarsi

Chi ha cambiato e non poco sono le squadre in corsa per la salvezza: la Fiorentina ha certificato il fallimento della sessione estiva (cedendo Sohm, Nicolussi Caviglia, Dzeko e Viti oltre a Richardson e Pablo Marì) e ha provato a rimpiazzarli coi vari Fabbian, Brescianini, Solomon, Harrison e Rugani. Le altre contendenti per restare in A non sono state con le mani in mano: il Genoa ha preso Baldanzi e Amorim, la Cremonese ha chiuso il mercato assicurandosi Luperto e Thorsby, il Parma ha preso Nicolussi Caviglia e ha riportato Strefezza in A, il Pisa ha sostituito Nzola con Durosimni e ha riportato in Italia Iling-Junior. Di fatto si può notare come le squadre che hanno reso al meglio fin qui abbiano logicamente puntato a confermarsi quanto più possibile, o ad arricchire la rosa con elementi che mancavano, mentre le formazioni che hanno deluso si sono mosse con maggior coraggio, regalando numerosi avvicendamenti e sperando di poter alterare gli equilibri proposti fin qui dal campionato.

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