Alla vigilia della sfida di campionato contro l'Inter, il tecnico della Roma Gian Piero Gasperini si è presentato in conferenza stampa per presentare uno dei big match della 31ª giornata di Serie A. Il tecnico giallorosso ha parlato anche della condizione della sua squadra e dell'importanza di questo match:
"Soulé è recuperato, si è allenato con noi, è fuori da tanto ma l'ultima settimana è andata meglio, era di nuovo lui. Wesley e Koné invece sono ancora fermi dopo il rientro dalle nazionali, ma entrambi sono più positivi della diagnosi: chiaramente domani non saranno a disposizione".
"Primo tema per superare la crisi del calcio italiano? Non saprei, sicuramente non è un problema unico. È un sistema che non va, ci sono tanti ragazzini che giocano a calcio, quindi una base enorme c'è. È un problema che va affrontato da parte di tutti, globalmente. Il calcio è anche un aspetto sociale. Non è un problema di un ciclo ma qualcosa di strutturale".
"Rensch al posto di Wesley? Ha fatto partite molto buone e altre con improvvisi cali di attenzione. Giocherà lui o Tsimikas. Anche Angelino sta crescendo, anche se non mi sembra ancora prontissimo".
"Come prossimi CT dell'Italia vengono citati un po' tutti. Ripeto, il problema è una visione generale, un riassetto. Questo è molto più importante del tema di un singolo allenatore. Magari anche il tema campionati è da affrontare, tante squadre sono sparite. Non credo che di colpo si sia disimparato a giocare a calcio, poi con il passato pazzesco che avevamo... È una questione di sistema".
"Recentemente con Ranieri e Massara non abbiamo fatto riunioni, siamo concentrati sul campionato. Siamo alla volata finale e siamo lì, è questo che ci impegna tutti, a me in modo totale".
"Abbiamo fatto un bel lavoro in queste settimane, ma con otto, nove giocatori e basta. La squadra sotto il profilo fisico non è mai mancata, nelle ultime uscite abbiamo giocato bene, con condizione e mentalità. A volte non sono coincise con la vittoria. Aggiungo che contro il Bologna non sono proprio state due partite fortunate per noi".
"La qualificazione in Champions League è un argomento di cui si parla e che condiziona molto la stagione che verrà. Tutti ci auguriamo di arrivarci, anche e soprattutto per il motivo economico, a livello di società. La società sta già lavorando sul prossimo anno, è evidente che quallo che ci si porta dietro dalle precedenti gestioni è arrivato a un momento che pesa".
"Primo anno per gettare le basi? Facciamo i conti alla fine. Per ora posso dire di essere molto contento di come stiano andando le cose. Lo sono per la fiducia che ho conquistato con gran parte della tifoseria e dal rapporto che ho con la squadra. È sempre la squadra che ha la priorità su tutto".
"L'aspetto psicologico dopo la disfatta della Nazionale riguarda in modo diverso un po' tutti, non solo noi. La forza dei professionisti è guardare sempre avanti, e domani entrambe ci giochiamo tanto. I margini di errore sono sempre minori, con alti e bassi la squadra è stata sempre presente. Siamo in volata, allacciamo i pedali e facciamo il massimo".
"Con la società ho rapporto schietto e aperto, e condiviso. Provo a portare le mie idee per soddisfare le richieste della proprietà, per me è una esperienza fantastica, chiaramente in mezzo ad alcune difficoltà. Il mio obiettivo è sempre migliorare la squadra. Mi auguro di essere ancora l'allenatore della Roma il prossimo anno".
"Da Zaragoza mi aspettavo di più, ci aspettavamo accelerazioni, ma a gennaio non è mai facile. Speriamo che ora possa portare quello che crediamo possa dare. Il calcio è una bella scuola di vita, ti insegna a perdere o a non esaltarti troppo. L'importante è sempre la voglia di migliorarti".
"Malen ha sicuramente convinto tutti, poi chiaro che ci saranno delle valutazioni economiche. Penso che la Roma sia una bella squadra, non da smantellare ma da migliorare. Ho sentito anche qualche critica che con questo gruppo fai al massimo 5-6 posto, ma occhio che con un altro magari fai 11-12 posto. È un gruppo compatto, da completare".
