Il ballottaggio Openda-David, gli obiettivi e il Lecce: la conferenza stampa di Spalletti

Luciano Spalletti
Luciano Spalletti / Daniele Badolato - Juventus FC/GettyImages
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Alla vigilia della sfida di campionato contro il Lecce, valida per la 18ª giornata di Serie A, il tecnico della Juventus Luciano Spalletti ha parlato in conferenza stampa per analizzare la situazione della sua squadra e degli avversari. Tra i temi anche il mercato, l'arrivo di Ottolini e gli obiettivi stagionali.

"I calciatori hanno lavorato bene nonostante le festività. Li ho visti determinati per sviluppare quello che bisogna fare. Mi aspetto che diano continuità, con la stessa attenzione, magari andando a prendere sempre qualcosa di nuovo che possa darci forza, nel calcio moderno è così, sono loro i protagonisti".

"La partita non è facile, conosco molte persone del Lecce, tra cui Di Francesco con cui ho lavorato alla Roma, ci ho giocato contro. Siamo amici. È un allenatore modernissimo che ha sempre fatto calcio propositivo. Sarà una partita aperta, ti vengono a pressare".

"Non è facile preparare sette partite in venticinque giorni ma ho la fortuna di avere uno staff di persone che sanno lavorare. Mi hanno dato la possibilità di portare quattro collaboratori di primissima qualità. Attraverso la collaborazione si riesce a poter lavorare su più fronti, preparando per bene le partite. Un po' di muscoli andranno in sofferenza, bisognerà stare attenti e pronti, perché ci sarà bisogno di tutti e di cambiare qualcosa da un match all'altro. La panchina non è solo un luogo di attesa, spesso i subentranti lo hanno dimostrato ribaltando la partita in corso. Ormai i panchinari sono parte del piano pre-partita, a volte si tiene qualcuno fuori all'inizio per permettergli si spaccare il match".

"Elimoghale ha caratteristiche che lasciano intravedere una evoluzione importante in futuro. Bisogna aiutarlo a crescere e a dargli la possibilità di fare delle conoscenze in tempi corretti. Ha la leggerezza nel puntare l'uomo, si deve formare ancora fisicamente. Le convocazioni dipendono da quanto dimostrano i giovani nell'allenamento con i grandi".

"Abbiamo l'urgenza di dare delle soddisfazioni ai nostri tifosi, la cosa è impegnarsi, essere professionisti e cercare di fare il meglio possibile. La nostra tifoseria è una delle più numerose e meritano rispetto, attenzione, disponibilità totale".

"Siccome noi vogliamo andare a prendere la palla, l'attaccante fa molti metri perché deve anche attaccare il portiere. La punta deve attaccarlo, poi tornare sotto la linea dei difensori. Questo è un comportamento dispendioso, più di un centrocampista. Per cui domani probabilmente rigiocheranno sia Openda che David, non insieme, ma tutti e due. Sono differenti e si compensano, può essere che giochino un pezzo di partita insieme. Ci si lavora tutti i giorni cercando di dargli qualche notizia di quello che non fanno vedere in allenamento, per completarli e credere di potergli dire qualcosa. Li ho trovati migliorati sotto tutti i punti di vista da quando lavoriamo insieme, mi aspetto ancora cose migliori".

"Io sono venuto con dei patti ad accettare la Juventus, non mi aspetto niente, sono molto contento dei calciatori a disposizione. Da oggi permettetemi di dare il benvenuto a Marco Ottolini, tutti lo conoscono e io lo avevo incontrato in precedenza e tutti dicono che è una persona perbene e un professionista di livello top. Del mercato se ne occuperà lui, io faccio ragionamenti da un punto di vista di parlare di calciatori. Siccome è un mercato di opportunità, per completare la rosa è un discorso che non vado a scatenare io. Non ho bisogno di niente".

"Conceicao è recuperato e potrebbe essere titolare. Abbiamo fuori Rugani e Gatti, Milik ha avuto un problemino che dobbiamo valutare domani e potrebbe non essere tra i convocati. Anche Cabal viene in panchina, domani mattina facciamo un po' di allenamento, lui lo farà più sostanzioso e viene in panchina".

"Se avevo bisogno di altro o di sentirmi più sicuro con un contratto di più anni lo avrei affrontato dall'inizio quando ho parlato con Comolli. Non l'ho fatto e sono a posto sotto tutti i punti di vista. Ho solo bisogno di stare bene con il mio lavoro e con le persone che collaborano con me dentro e fuori dal campo. L'obiettivo è stare in Champions League e si lavora in quella direzione. A giugno faremo le migliori valutazioni in base al lavoro che abbiamo fatto per il bene della Juventus e dei tifosi della Juventus. Se le cose sarebbe soddisfacenti per tutti poi si può chiacchierare di qualcosa di diverso a me adesso non serve nient'altro".

"I rischi non sono quello che non riusciamo a fare, ma quello che non ci fanno fare gli altri. Noi vorremmo essere sempre bellissimi, bravi, efficaci, però poi... io mi metto a confronto di quello che fanno gli altri. L'ultima il Como ha vinto a Lecce con un risultato rotondo, se si va a vedere come è venuto fuori quella differenza non c'è, sono figlie di episodi. Bisognerebbe avere questo equilibrio di mettere sotto tutti, ma non è così. Saper soffrire fa parte del quotidiano dentro questo calcio e noi cercheremo anche domani di far la partita, ma ci sarà da vedere cosa faranno gli avversari. L'avversario è di tutto rispetto, un club storico che ha tirato fuori calciatori importanti. Il rischio è sempre di non farcela ma di mettercela sempre tutta e provare a essere belli, ma soprattutto vincenti".

"Da un punto di vista tecnico non ho nulla da invidiare alla squadra di Conte, da un punto di vista strutturale ha ragione: quando sono arrivato alla Juve ho trovato la barriera per battere le punizioni che si muove, mentre al Napoli era ferma e siamo avanti anche dal punto di vista strutturale".


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