Ibrahimovic esalta Allegri e parla del suo rapporto con il tecnico del Milan

Zlatan Ibrahimovic e Massimiliano Allegri
Zlatan Ibrahimovic e Massimiliano Allegri | Claudio Villa/GettyImages

"Dovete stare dalla parte giusta di Milano. Sapete, ci sono due parti: quella blu e quella rossa. Noi siamo la parte fashion! Benvenuti a Milanello".

Così Zlatan Ibrahimovic ha accolto la troupe di CBS Sports Golazo, programma calcistico che va in onda su Paramount Plus. L'attuale dirigente del Milan ha parlato della storia del club rossonero e del rapporto con Massimiliano Allegri.

"Da piccolo mi ispiravo a Marco van Basten. La cosa simpatica è che quando andai all'Ajax in molti mi paragonavano a lui, quindi già là la pressione era alta. Non ero ancora pronto a reggerla a quel livello, perché ovviamente è una icona, una leggenda e in questo club faceva parte del trio degli olandesi, composto da lui, Rijkaard e Gullit. Venivo paragonato a lui perché ero un attaccante, per il modo in cui giocavo, qundi lui era il mio punto di riferimento quando si parlava di Milan".

"Il progetto Milan Futuro? Nella cultura italiana tutti sono concentrati sui risultati. I giovani, gli allenatori, vogliono vincere. Se voglio vincere, metto dentro un giocatore pronto, togliendo spazio invece a quello che ha del potenziale, con il rischio di bloccarne lo sviluppo. Questa cosa al Milan l'abbiamo cambiata. Prima di tutto vogliamo dare ai ragazzi il tempo di gioco, perché quando sei giovani devi giocare. Se non giochi nel Milan Futuro, giochi in Primavera al 100%. Se parti in Milan Futuro ma i ritmi sono diversi, ti spostiamo in Primavera così cresci e ti riportiamo sopra. È come una scala che sali e scendi, con l'obiettivo di crescere, così che quando arrivi in prima squadra è per via dei risultati che hai ottenuto".

"Sette Champions League, diciannove Scudetti, i Palloni d'Oro dei nostri giocatori, tutte le coppe internazionali vinte. I tifosi sono abituati a questo, e se non glielo dai non gli dai il Milan, e dobbiamo darglielo".

"Ho avuto Allegri come allenatore. È molto bravo con le relazioni con i giocatori, sta gestendo il gruppo alla perfezione. Ha vinto già trofei con il Milan, ed era già bravo quando allenava me. Ha carattere, anche perché non era facile quando giocavo io, visto che c'erano altri giocatori con tanto carattere come Seedorf, Cassano. Non avevamo paura di dire le cose, ma Allegri doveva pensare al gruppo, non al singolo. Doveva pensare a fare il meglio per la squadra, ma le fece benissimo, ed oggi lo sta trasmettendo alla squadra. I giocatori di allora erano diversi rispetto a quelli di oggi. Magari quelli attuali hanno un po' meno carattere, ed a lui piacerebbe averne".

"Lavorare con Allegri è facile, ha esperienza ed è stato in grandissimi club. È un vincente ed essere al Milan non è per tutti. Lui capisce cosa significa essere al Milan, quindi deve solo farlo capire ai giocatori. Tranne a Modric, a lui non devi spiegare nulla. Abbiamo anche Rabiot che è, secondo me, su un altro livello. In questa squadra noi abbiamo Mike Maignan, Nkunku, che è arrivato quest'anno. Io ho giocato con loro che avevano 17 anni al Psg ed oggi sono qui al Milan".