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I motivi del calo dell'Inter e uno Scudetto da conquistare il prima possibile: parla Chivu

Cristian Chivu
Cristian Chivu | MARCO BERTORELLO/GettyImages

Un 2-2 che non compromette lo Scudetto, ma che lascia inevitabilmente l'amaro in bocca per l'Inter. All'Olimpico Grande Torino i nerazzurri si fanno infatti rimontare due gol di vantaggio dai granata dopo nove minuti di puro blackout. La certezza aritmetica del titolo può però arrivare la prossima settimana in caso di vittoria con il Parma. Al termine dell'incontro, Cristian Chivu è intervenuto ai microfoni di Sky Sport per commentare il pareggio e i principali temi che toccano la sua squadra.

Sulla partita:
"C'è rammarico. Avevamo la partita in mano e abbiamo subito l'ultimo assalto. Il primo gol ci ha spaventato, il secondo è la conseguenza. Abbiamo cercato il 3-2, ma queste partite rischi di perderle. Diamo merito al Toro che non ha mai mollato e ha recuperato il doppio vantaggio".

Come ha trattato il caso Rocchi con i giocatori?
"Io parlo di calcio. Sono pagato per preparare le partite e trasmettere serenità. Sembra che oggi sul 2-0 non ho fatto bene il mio lavoro. Mancano 4 partite e abbiamo bisogno di 3 punti. Vogliamo chiuderla il prima possibile.

Il calo d'energia e il turnover:
"Calha non stava bene, Dumfries non sta tutt'ora bene. Lautaro è ancora lunga. Bastoni ha fatto 2-3 allenamenti con noi. Non è mai semplice andare in certi campi in un certo periodo dell'anno in cui hai speso tutto. Vai 2-0 e pensi di avere tutto sotto controllo, poi subiscci il 2-1 per un errore in uscita e vengono i fantasmi. Inizi a pensare che non sarà facile portarla fino in fondo e subisci un episodio a sfavore. Poteva andare peggio secondo me".

Che corde hai toccato a inizio stagione per riportare serenità?
"Un po' essere umano, capire. Ci sono stato anch'io nello spogliatoio in carriera. Si capisce quello che pensa un giocatore nel contesto Inter. Bisogna raccontare la verità con coerenza senza arretrare il pensiero. Ovvio che ci provi da allenatore ma devi avere una risposta da un gruppo che deve seguirti e deve alzare sul piano umano quello che cerchi di fare. I ragazzi si sono calati subito, nel trovare l'orgolgio ed essere competitivi dall'inizio. Abbiamo vinto 25 volte, con 100 e passa gol con Coppa Italia e Champions. Il merito è loro, abbiamo cercato di dare qualcosina e sono stati bravi ad assorbire tutto".


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