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Gli errori del passato e Paratici come chiave per la crescita della Fiorentina

ACF Fiorentina v Como 1907 - Coppa Italia
ACF Fiorentina v Como 1907 - Coppa Italia | Image Photo Agency/GettyImages

Un ritornello già sentito in passato torna ad affacciarsi sul mondo Fiorentina, in vista della prossima estate: si tratta della possibilità che la riconoscenza e il rispetto si tramutino in senso contrattuale e si mescolino alle faccende di campo. Fin dagli albori dell'era Commisso a Firenze, infatti, la proprietà ha raccontato con orgoglio il proprio senso di famiglia, ha descritto l'auspicio di coltivare i rapporti coi collaboratori in modo duraturo e saldo, attraverso rapporti di fiducia che vadano al di là del dato sportivo (anche dei risultati).

Il tema è tornato d'attualità e in passato, spesso, si è tradotto in doccia fredda: è successo coi calciatori più coccolati partiti in direzione Juventus, come Chiesa e Vlahovic, ed è successo anche con allenatori definiti "come figli" a poche ore dalla decisione degli stessi di dire addio (ed è il caso di Palladino). Anche a livello dirigenziale si può citare il rapporto con Pradè come emblematico: non soltanto un direttore sportivo ma una sorta di "guida", fin dal primo momento, all'interno del mondo del calcio italiano per chi era alieno rispetto a quella realtà.

Paratici al centro

Si può dunque riproporre il consueto ritornello, con Paolo Vanoli al centro del discorso: non mancano infatti voci sulla possibilità che la proprietà viola spinga per una conferma in qualche modo affine a quella che riguardò Iachini, nel 2020/21, dopo la salvezza raggiunta. Un discorso di programmazione, soprattutto dopo aver scelto di puntare a lungo termine su un dirigente di primo piano come Paratici, fa sì che il futuro debba necessariamente fondarsi sulla visione del dirigente più "di campo" e che debba prendere le distanze da temi anche virtuosi (fiducia, famiglia, relazioni) ma meno pragmatici.

Fabio Paratici
Crystal Palace FC v ACF Fiorentina - UEFA Conference League 2025/26 Quarter-Final First Leg | DeFodi Images/GettyImages

L'esaltazione del lato umano, di una gestione familiare, può partire da input virtuosi e condivisibili - in senso astratto e di principio - ma la gestione di un club pone di fronte a questioni più prosaiche, più pratiche: la presa di coscienza per gli errori fatti l'estate scorsa, ad esempio, permetterebbe di guardare oltre con maggiore fiducia e con la voglia di non ripetersi. Un cambio di passo che può avere il solo Paratici come attore principale e che, a conti fatti, vede nel suo margine di manovra la chiave per una crescita effettiva del club.

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