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Giorgio Ricci (CRO Inter) spiega come è cambiato economicamente il calcio italiano

Giorgio Ricci (a destra)
Giorgio Ricci (a destra) | Sara Cavallini - Inter/GettyImages

Come è cambiato il calcio dal punto di vista economico? Quali sono diventate le priorità dei dirigenti? Sempre più spesso l'obiettivo degli uomini dietro la scrivania si discosta dagli obiettivi sportivi più ambiti dai tifosi. Se fino a qualche anno fa arrivare in finale di Champions League (e vincerla) era un obiettivo comune (di dirigenti e tifosi), a costo di rinunciare a qualche vittoria qui e là durante la stagione, con il rischio di abbandonare corse Scudetto o quant'altro, ora il diktat dall'alto è cambiato.

La conferma arriva dall'attuale CRO (Chief Revenue Officer) dell'Inter, Giorgio Ricci, che in una lunga intervista rilasciata a gazzetta.it, ha evidenziato le "nuove" strategie dei club per mantenere stabili i ricavi e poter così programmare con continuità ad alti livelli.

La prima grande differenza - economica - nel mondo del calcio rispetto a qualche anno fa viene sottolineata immediatamente dal CRO nerazzurro:

"Dodici anni fa le prime tre società sportive al mondo erano calcistiche. Oggi il primo club di calcio è al 20° posto. Qualcosa è successo".

Giorgio Ricci ha parlato anche di come ha ritrovato l'Inter a distanza di anni e ha analizzato il nuovo corso Marotta, evidenziato l'evoluzione avvenuta dopo il Covid:

"Ho trovato una realtà profondamente diversa. Dopo il Covid, anno dopo anno, si è evoluta attraverso una guida stabile e una continuità di risultati e ha saputo crescere partendo dalle aree in cui poteva migliorare di più. Guardare al mondo, per una realtà calcistica d'élite come l'Inter, non è un vezzo ma un dovere. È l'unica strada che può legittimare la sostenibilità e continuare ad alimentare il circolo virtuoso".

Tra i temi toccati da Giorgio Ricci c'è anche quello relativo alle strategie per aumentare i ricavi dei club, e uno dei punti chiave è lo stadio. L'Inter sta lavorando con il Milan per la costruzione di un nuovo impianto che sostituirà l'attuale Meazza (verrà costruito affianco all'attuale struttura) e che porterà novità dal punto di vista economico. Ma non solo. Il CRO nerazzurro ha evidenziato un punto che potrà storcere il naso ai tifosi che - giustamente - seguono i propri beniamini nella speranza di festeggiare trofei e risultati: è più importante qualificarsi sempre in Champions League piuttosto che arrivare un anno in finale.

"Il nuovo stadio migliorerà l'esperienza degli spettatori, ma aumenterà soprattutto l'Area Premium. In un impianto da poco più di 70mila posti, poco più di 10mila saranno dedicati ai settori hospitality. La crescita dei ricavi arriverà anche dal naming rights".

"Alcuni ecosistemi hanno performato meglio creando gap significativi, sia tra le leghe sportive nordamericane e quelle calcistiche europee, sia tra la Premier League e il resto dei campionati. Quest'anno in Champions League il percorso si è interrotto presto, ma la cosa che conta di più è avere una presenza continuativa: qualificarsi sempre alla Champions League è più importante che arrivare un anno in finale. Dobbiamo riuscire a stare agganciati alla top ten europea, sapendo che oggi ci sono sei club di Premier League davanti a noi".