Giochisti-risultatisti, i dubbi di formazione e le condizioni del Milan: parla Allegri

AC Milan Press Conference
AC Milan Press Conference / Claudio Villa/GettyImages
facebooktwitterreddit

Il Milan cerca continuità dopo il successo nel recupero col Como, nell'ottica di non perdere distanza dall'Inter e di approfittare di eventuali passi falsi nerazzurri. Massimiliano Allegri, tecnico rossonero, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Lecce, valida per la ventunesima giornata di Serie A. Queste le parole del tecnico:

Un ricordo di Commisso: "Il primo pensiero va alla famiglia Commisso, con le più sentite condoglianze. Il calcio ha perso un uomo di sport, con grande passione e che credo abbia fatto tanto bene alla Fiorentina. Condoglianze doverose alla famiglia" riporta MilanNews.

Su Lecce: "Il Lecce viene da due ottime prestazioni: in casa col Parma era in vantaggio e con l'Inter ha fatto una prestazione molto buona, soffrendo il giusto e non soffrendo tantissimo. Hanno una buona condizione fisica. Per noi è molto importante domani perché nelle ultime tre in casa abbiamo fatto 2 pareggi e una vittoria: dobbiamo tornare a vincere in casa anche perché a San Siro ci ritorneremo il 22 febbraio. Domani dobbiamo dare seguito al bel risultato dato a Como, altrimenti va a cadere ciò che è stato fatto"

Condizioni del gruppo: "Pavlovic difficilmente sarà della partita, fino a ieri non poteva colpire la palla di testa. Gimenez è ancora fuori. Gli altri più o meno stanno tutti bene: poi domani ci saranno dei cambi, perché è la quarta partita in due settimane. L'importante è avere lo spirito di squadra e la voglia di raggiungere l'obiettivo, questa deve essere la cosa chiara a tutti: anche quando le partite vengono fatte meno bene, deve essere ottenuto il risultato. Importante saper leggere la partita. Abbiamo fatto due buone partite tra Genoa e Fiorentina. Dobbiamo lavorare per migliorare la fase di gioco ma non bisogna perdere l'obiettivo chiaro per cui giochiamo: arrivare nelle prime quattro per tornare in Champions"

Como snodo della stagione? "Era una partita importante, soprattutto per rimanere attaccati al treno delle quattro: abbiamo tre trasferte dopo la partita di domani che completano un periodo di tre gare in casa e sei trasferte. Domani bisogna fare una vittoria, facendo una buona partita e con grande rispetto del Lecce".

Risultatisti vs giochisti: "L'altro giorno è stata giocata una bella partita da due squadre che l'hanno interpretata in maniera diversa. Noi abbiamo trovato Maignan che ha fatto parate importanti e poi abbiamo fatto risultato che per noi era importante"

Sfruttare le occasioni: "Si può e si deve migliorare tutto. Domani dobbiamo affrontare il Lecce con giusta attenzione con e senza palla, hanno giocatori tecnici e veloci lì davanti. Con molto ordine, pazienza, compattezza e concretezza".

Gap con Inter e Napoli: "È una questione degli ultimi anni in cui l'Inter ha sempre vinto o arrivata seconda, il Napoli negli ultimi tre anni ha vinto lo Scudetto. Il Milan ha cambiato quest'anno il 55% dei giocatori, miscelando giocatori più esperti con quelli più giovani. Il futuro del Milan passa attraverso il risultato finale, entrare nelle prime quattro: il calcio italiano non permette a una squadra di alto livello di rimanere fuori a livello economico dalle prime quattro. Abbiamo una responsabilità, oltre che cercare di giocare bene e far divertire, che è raggiungere un obiettivo che è prioritario".

Cambi in vista? "Non so neanche io quali sono, oggi vedo la squadra. Vedremo chi ha recuperato, Leao come sta perché è stato decisivo ma appena si toglierà il fastidio all'adduttore potrà e dovrà fare molto meglio. Fullkrug ha fatto molto bene. Devo capire oggi quelli che sono abili e arruolabili, nelle condizioni fisiche migliori. I cambi saranno importanti, a Como sono diventati determinanti: non perché li indovino ma perché i ragazzi si mettono a disposizione dei compagni. È un segnale che bisogna continuare ad avere: i ragazzi sono tutti focalizzati sull'obiettivo finale".

Camarda come Pio Esposito? "È nel Lecce. Non è con noi. Credo che il Milan, per quello che ho visto io quest'anno, ha giocatori come Camarda, Bartesaghi, Comotto che vengono dal settore e hanno esperienze di A e B e che possono stare nella rosa futura del Milan. Il Milan ha sempre tirato fuori buoni ragazzi ma bisogna avere pazienza, farli giocare e scegliere il percorso giusto. La società ha fatto bene a mandarli a giocare".

Fofana: "Sta facendo bene, è un ragazzo che ci dà dentro: si mette a disposizione come tutti gli altri. Ci sono momenti in cui le cose vanno meno meglio ma se si mette sempre a disposizione della squadra questa è la cosa più importante".

Maignan il migliore? "Non lo so, perché di portieri non me ne intendo tanto. È importante: capitano e giocatore internazionale di cui abbiamo bisogno per mantenere il livello alto. Le parate che fa sono per lui una normalità: vuol dire che è un livello molto alto".

Milan fortunato: "La fortuna è una componente della vita: più ce la andiamo a cercare, meglio è. Credo sia una mancanza di rispetto per tutti quelli che lavorano al Milan con cui stiamo facendo dei discreti risultati. Non bisogna perdere di vista l'obiettivo finale, sapendo che dobbiamo fare tanta fatica e avere umiltà di lavorare sui propri limiti. Fabregas è un allenatore giovane ma ha fatto tantissimo, portando il Como in una posizione alta: avrà una carriera molto buona e poi le partite è difficile parlare con i 'se'. C'è stata una gara che loro hanno interpretato molto bene, noi l'abbiamo interpretata meglio nel secondo tempo: credo sia stata bella e noi abbiamo fatto tre gol, difendendo bene nel secondo tempo".

Tenuta mentale: "Abbiamo iniziato un lavoro con i ragazzi in cui ci siamo detti di migliorare la fase difensiva. Bisogna cercare di diminuire i gol presi, nelle ultime tre ne abbiamo presi tre: un dato che ti porta in un'altra posizione di classifica. Il secondo tempo di Como è stata una partita migliore, nel primo eravamo lunghi e loro negli spazi ci hanno creato delle difficoltà. Bisogna migliorare sul fallo laterale, dove sono usciti e abbiamo subito un'azione da gol. Dopo il pareggio è stata una partita completamente diversa, siamo cresciuti fisicamente".

Cosa migliorare: "Bisogna sicuramente migliorare nella gestione della palla, nella costruzione sotto pressione. La cosa più importante è che tutti i giorni cerchiamo di migliorarci e lavorare per l'obiettivo finale. Non bisogna esaltarsi perché siamo secondi ma pensare solo alla partita di domani: una volta fatta questa penseremo alla prossima. Bisogna dare continuità ai risultati, non semplice nel campionato italiano. Questa squadra e questi ragazzi hanno voglia di fare questo: bisogna lavorare e affrontare i momenti di difficoltà con sicurezza. Se una squadra vale 7, 8, 9 a giugno, non può valere 5 a dicembre perché perde due partite e poi valere di nuovo 7 a giugno".

Leao: "Dove arriverà dipende da lui, quest'anno va per i 27. È la normalità che un giocatore come Leao debba essere decisivo: deve migliorare la condizione, perché oggi si mette a disposizione ma non sta benissimo".

Squadra maturata? "Siamo migliorati già dall'inizio, ci sono stati momenti in cui abbiamo perso solidità: a Como nel primo tempo abbiamo subito molti tiri in porta, una cosa che va migliorata soprattutto perché cerco di mettere nelle condizioni migliori i giocatori che vanno in campo".

Ambizioni: "Io credo che la società sia ambiziosa e che debba avere come obiettivo il giocare la Champions e rimanere competitiva per le prime quattro posizioni. È arrivato Fullkrug, la società è stata veloce a metterlo dentro. Sono molto contento anche dei giocatori che abbiamo in rosa che stanno migliorando: se ci fosse bisogno di Odogu, sono sicuro che farebbe una buona prestazione. Fare arrivare giocatori che non servono o non la migliorano, non ha senso".

Che gruppo è: "Spero di ricordarmelo fra tanto tempo, più avanti. Detto questo ho avuto la fortuna di allenare dei grandi giocatori, dei buoni giocatori, ma soprattutto dei grandi gruppi che sono diventati grandi squadre che hanno vinto o che hanno ottenuto i grandi risultati che avremmo dovuto ottenere. Sono molto legato a tutti quelli con cui ho lavorato: la bellezza di questo sport e di questo lavoro è che siamo oggi settanta, tra giocatori e staff, vivendo un'annata con grande intensità. Abbiamo bisogno di tutti, anche i cuochi che ci fanno mangiare bene. L'obiettivo lo raggiungiamo tutti insieme".

feed