Gattuso plasma la sua Italia a tavola: viaggi e cene per incontrare gli azzurri

Niente stage? No problem. Gennaro Gattuso ha scelto una strada diversa per preparare l'appuntamento più delicato della sua avventura da commissario tecnico della Nazionale. In vista degli spareggi Mondiali di marzo, il CT azzurro ha deciso di puntare su un piano fatto di contatto diretto con i giocatori, per tastarne le motivazioni e fare gruppo. Gattuso ha preferito fare buon viso a cattivo gioco: se non saranno gli "azzurrabili" ad andare a Coverciano, sarà lui a mettersi in viaggio per raggiungerli.
Tra Medio Oriente e Inghilterra
Il tour è partito lontano dall’Italia. Gattuso ha attraversato infatti il Medio Oriente per incontrare Retegui in Arabia Saudita e Verratti in Qatar, per poi spostarsi a Londra dove ha visto da vicino il folto gruppo di azzurri impegnati in Premier League, da Donnarumma a Tonali, passando per Chiesa, Udogie, Vicario, Calafiori e Kayode. Un viaggio impegnativo, ma fondamentale per instaurare un rapporto diretto con chi vive il calcio quotidianamente fuori dai confini italiani. Il messaggio è chiaro: la maglia azzurra non è preclusa a nessuno, nemmeno chi gioca a migliaia di chilometri.
Le cene in Italia
Come raccontato da La Gazzetta dello Sport, il cuore del progetto prosegue ora in Italia. Dopo la tappa milanese con i giocatori di Inter, Milan, Juventus, Bologna e Fiorentina, Gattuso sarà a Bergamo, Roma e Napoli, organizzando cene a piccoli gruppi. Un modo per non sottrarre energie agli atleti e non interferire con il lavoro dei club. Persino i cagliaritani Caprile e Palestra verranno raggiunti direttamente in Sardegna. Non è il momento delle convocazioni, ma quello delle relazioni. Perché, prima ancora delle scelte tecniche, Gattuso vuole costruire una squadra che sappia guardarsi negli occhi quando arriverà il momento decisivo.
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