Dimarco apre, Thuram la chiude: l'Inter passa a Parma e allunga in classifica
- Dimarco nel primo tempo, Thuram nel recupero
- Tre punti importanti nella corsa Scudetto dell'Inter

L'Inter scende a Parma per provare ad approfittare del momentaneo passo falso del Napoli e allungare il vantaggio in vetta alla Serie A. Nella trasferta del Tardini l'ex Chivu opera del turnover. In porta non si tocca Sommer, così come Akanji nel trio difensivo, composto poi dall'ultimamente sempre titolare Bisseck e da Carlos Augusto (che rileva Bastoni). In mediana la regia è di Calhanoglu, con Sucic e Mkhitaryan ai suoi fianchi (fuori Barella), mentre in avanti è Pio Esposito a posizionarsi vicino a Lautaro Martinez, lasciando in panchina Thuram.
Il Parma di Cuesta, spesso ostico nelle sfide contro le big, si presenta con il nuovo assetto difensivo a quattro per provare a fermare l'Inter fra le mura amiche. Fra i pali c'è ancora Corvi, difeso da destra a sinistra da Britschgi, Del Prato, Circati e Valeri. A centrocampo Mandela Keita agsce da centrale con Bernabé e l'ormai titolare Sorensen a formare il trio dei titolari. Tridente offensivo composto ancora da Ondrejka e Oristanio sulle fasce esterne, a supporto dell'unica punta crociata Mateo Pellegrino.
Le formazioni ufficiali di Parma-Inter
Parma (4-3-2-1): Corvi; Britschgi, Del Prato, Circati, Valeri; Bernabè, Keita, Sorensen; Ondrejka, Oristanio; Pellegrino. All. Cuesta
Inter (3-5-2): Sommer; Bisseck, Akanji, Carlos Augusto; Luis Henrique, Sucic, Calhanoglu, Mkhitaryan, Dimarco; Lautaro Martinez, Esposito. All. Chivu
La chiave tattica della partita
Preme fin da subito un'Inter che vuole fare sua la trama della partita, ma che si scontra sulla difesa con blocco bassissimo del Parma di Cuesta. Il primo tentativo è un colpo di testa pericoloso e impreciso di Pio Esposito, poi è il Bisseck versione offensiva a spaventare. Il tedesco segue l'avanzata di Luis Henrique e prova a sorprendere Corvi con un destro a giro da fuori area che il portiere di casa è bravissimo a sporcare sulla traversa.
Il vantaggio non arriva e a diventare protagonista in negativo, a sorpresa, è Lautaro Martinez, che prima spreca di testa da pochi passi sul cross perfetto di Dimarco, e più tardi calcia debole un rigore in movimento in arrivo sempre dalla corsia mancina. Calhanoglu tira più volte senza precisione e anche il Parma suona il campanello delle occasioni, con l'unica pericolosissima chance del primo tempo: Valeri scappa sulla sinistra e cross perfettamente per Ondrejka che al volo colpisce l'incrocio dei pali a Sommer battuto.
Risponde con la stessa moneta l'Inter: Pio Esposito è bravissimo a coordinarsi in area di rigore, ma il suo tentativo schiacciato sporca ancora la traversa della porta di Corvi, appena prima che Dimarco imbocchi la via del vantaggio. Un cross da sinistra del 32 viene ribattutto da Pio Esposito e libera Dimarco in posizione defilata; l'esterno mancino non ci pensa due volte e calcia con il destro rasoterra beffando Corvi: gol subito annullato per fuorigioc0, poi corretto con intervento del VAR per la visione sbagliata dell'assistente. Chivu chiude la prima frazione in vantaggio.
Il secondo tempo è più noioso dal punto di vista delle occasioni e nella prima metà quelle più rilevanti capitano entrambe all'Inter. Prima è Pio Esposito a spaventare con un destro alto sul secondo palo, poi Sucic a sprecare, solo davanti a Corvi, una chance importantissima per il raddoppio ospite. Occasione che precede il cambio di due centrocampisti: a 20 minuti dalla fine Chivu sostituisce proprio Sucic e l'ammonito Calhanoglu per inserire Barella e Zielinski.
L'ultimo minuto di recupero regala più emozioni di tutto il secondo tempo. Prima Bonny esulta e si vede negato il gol per fuorigioco, poi alla ripresa del recupero ci pensa Thuram a scrivere lo 0-2 negato. Un raddoppio atteso e arrivato soltanto a risultato praticamente acquisito che vale tre punti fondamentali nella corsa Scudetto.
L'episodio della partita
Non un episodio, ma un'inerzia che non è mai cambiata per 90 minuti. L'Inter offende con costanza e con un controllo totale che impedisce al Parma di rendersis pericoloso. Soltanto 4 i tiri dei crociati, di cui nessuno nello specchio, a fronte dei 25 di cui 7 in porta per gli ospiti.
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