La Juventus è chiamata ad approfittare dei risultati delle rivali in chiave Champions, Como sconfitto e Roma fermata sul pari con l'Atalanta: sulla strada dei bianconeri c'è il Bologna di Italiano, ferito per l'eliminazione europea (una vera disfatta con l'Aston Villa). Dopo il toccante omaggio a Manninger, con gli ex compagni pronti a ricordarlo, si passa al riscontro del campo e la Juve risponde subito presente: vantaggio dopo appena due minuti firmato David, cinico a superare Ravaglia di testa su cross di Kalulu dalla trequarti.
Al 12' Conceicao trova anche il raddoppio, partendo però in posizione di fuorigioco. Il Bologna reagisce e lo fa con Pobega dalla distanza: Di Gregorio controlla il pallone, fuori di poco. Al 23' Conceicao ci riprova, azione in fotocopia rispetto a quella del gol non convalidato: Ravaglia stavolta si supera sul mancino a rientrare del portoghese. Altra occasione che arriva sempre dai protagonisti della corsia di destra: ci prova Holm, grande coordinazione e traversa piena col sinistro. Sul finire del primo tempo Juve ancora a un passo dal 2-0: Conceicao serve David, il canadese incrocia e palla fuori di un soffio.

Il primo squillo del Bologna arriva in avvio di ripresa: Orsolini va via a Kelly e fa partire un destro sul secondo palo, di poco fuori. La Juve riesce però a rispondere e a trovare quel raddoppio spesso sfuggito nel primo tempo: McKennie raccoglie palla sulla destra, pennella per Thuram che stacca e supera Ravaglia. Il Bologna prova a tornare in partita con Rowe, servito da Zortea: palo pieno a due passi dalla porta. Si tratta però solo di un lampo e il Bologna non trova altre occasioni al di là di un sinistro di Moro alto sulla traversa: la Juve conquista tre punti fondamentali e si porta a +5 da Como e Roma.
La chiave tattica
Partenza a razzo della Juve, capace di spingere con intensità fin dalle prime battute e di tradurre immediatamente le occasioni nel gol del vantaggio. Nonostante il vantaggio la Juve tiene alto il ritmo e dialoga bene a metà campo, il Bologna dal canto proprio è comunque in partita e dimostra di potersi rendere pericoloso andando rapidamente in verticale.

Quando la Juve lascia giocare il Bologna riesce comunque a essere minacciosa, ripartendo rapidamente, dopo i tanti duelli vinti a metà campo. Da apprezzare anche il coraggio bianconero di giocare palla fin dalla propria metà campo, nonostante la pressione del Bologna (che dal canto proprio fatica a innescare Orsolini e Cambiaghi). Un fattore decisivo nel primo tempo bianconero risulta l'intesa sulla destra tra Holm e Conceicao, pronti a dialogare e a scambiarsi di posizione.
Nella ripresa l'uscita di Holm per Thuram non cambia l'assetto bianconero, portando semplicemente allo spostamento di McKennie largo a destra. Ritmi più bassi rispetto al primo tempo e Juve più attendista, Italiano - sotto di due - avvia la girandola dei cambi per provare a rimettere in piedi la sfida. Al di là di un lampo di Rowe la Juve resta in controllo e produce gioco, anche grazie all'intraprendenza dei nuovi entrati: finale di gestione dei bianconeri, aiutati anche dall'infortunio di Bernardeschi a cambi esauriti da parte di Italiano.
L'episodio del match
Le occasioni non sfruttate nel primo tempo potevano far temere brutte sorprese nella ripresa, col Bologna che proprio in avvio della seconda frazione sembrava in crescita: chiaro che il gol di Thuram abbia rappresentato una chiave della sfida, tale da dare maggiore serenità ai bianconeri e da evitare rischi.
