David difende la scelta della Juve e commenta il possibile arrivo di En-Nesyri

Jonathan David
Jonathan David / Marco Canoniero/GettyImages
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Nessun pentimento: Jonathan David è ancora certo di aver fatto la scelta giusta andando alla Juventus. L'attaccante canadese è consapevole di aver deluso le aspettative in questi primi mesi in Italia, ma nell'intervista concessa a La Repubblica chiede solo tempo per poter arrivare ai suoi livelli. Tra i temi toccati dall'ex Lille anche il discusso cucchiaio su rigore contro il Lecce e il probabile arrivo di En-Nesyri in bianconero.

La scelta della Juve:
"Non mi sono pentito della scelta che ho fatto e la rifarei. Il tempo metterà a posto le cose".

L'ambientamento in Italia:
"Alla Juve mi sto ambientando: il calcio è molto diverso da quello francese. È come cambiare scuola, devi imparare a conoscere i compagni. Anche a Lille all'inizio faticai: segnai tre goal nei primi sei mesi, più o meno come qui. A fine anno però diventarono 13 e la stagione successiva ne feci più di 20".

I primi mesi alla Juve:
"Sono cosciente di non aver rispettato le aspettative. Io sono paziente, ma la Juventus non può esserlo perché i risultati non possono aspettare. Sto cercando di accelerare i tempi".

Il rigore con il Lecce:
"Quel rigore me lo sono lasciato subito alle spalle: non ero dispiaciuto per me ma perché è costato la vittoria. Con il Sassuolo c'è stata quella festa collettiva per il mio goal: è stata istintiva ma non mi ha sorpreso, perché prima della partita Spalletti aveva detto parole forti che avevano unito il gruppo. Ho apprezzato molto quel momento".

La possibile concorrenza di En-Nesyri:
"Non sono venuto qui per essere intoccabile. La continuità aiuta molto, ma il posto bisogna guadagnarselo con le prestazioni. Non avrei problemi a giocare con un'altra punta, la cosa più importante è conoscersi: è questo il processo che devo ancora completare. Bisogna arrivare al punto in cui sai sempre dove ti arriverà il pallone senza bisogno di pensare e il tuo compagno sa dove servirti senza guardare. Spalletti lavora molto su questo tipo di connessioni, che per diventare perfette hanno bisogno di più di un anno insieme. A Lille avevo questa intesa con Zhegrova, che qui non ha ancora mostrato quello che può fare. Ha avuto tanti problemi fisici: a volte riesce ad allenarsi al meglio e altre no".


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