Dall'Australia al gol in Coppa Italia: la Roma scopre il sedicenne Antonio Arena

Il risultato non è stato quello sperato, ma nonostante l’eliminazione della Roma dalla Coppa Italia per mano del Torino, quella di ieri sarà una notte che Antonio Arena non dimenticherà mai. Ad appena 16 anni, il giovanissimo attaccante è finito sotto le luci della ribalta per aver trovato il primo gol in una competizione nazionale con la maglia giallorossa, firmando una pagina personale destinata a restare impressa a lungo. Un lampo nel buio di una serata amara per la squadra di Gasperini, ma luminosa per il futuro del ragazzo.
Un talento che brucia le tappe
Arena è un nome che nel calcio italiano ha iniziato a circolare già l'anno scorso. Prima l’esordio tra i professionisti con il Pescara, nel quale ha lavorato sotto l'ala sapiente di Silvio Baldini, poi il gol in Serie C che lo ha reso il primo classe 2009 a segnare tra i “grandi”. Un percorso che non è passato inosservato nemmeno agli occhi dei commissari tecnici delle Nazionali giovanili, con la convocazione e le ottime prestazioni all’ultimo Mondiale U17 in Qatar, impreziosite da reti e assist con i quali ha contribuito al terzo posto dell'Italia. Ora, con la Roma, un altro record simbolico: la convocazione in Serie A e il primo centro in Coppa Italia a un’età in cui molti coetanei sono ancora lontani dal calcio che conta.
Dall’Australia a Trigoria
La sua storia parte da lontano, letteralmente. Nato e cresciuto in Australia, a Sydney, Arena ha mosso i primi passi tra l’Ucchino Football e i Sydney Wanderers, prima di attirare l’attenzione degli osservatori italiani. Il trasferimento in Europa è stato una scelta coraggiosa per un ragazzo così giovane, ma condivisa con la famiglia, e ripagata dai fatti. Attaccante moderno, può agire sia da centravanti sia partendo largo: è potente, attacca la profondità, sa legare il gioco e non sembra conoscere la paura.
Le prospettive a breve e lungo termine
Nel breve periodo è difficile immaginare per lui uno spazio stabile in prima squadra, anche perché la Roma è pronta a intervenire pesantemente sul reparto offensivo. Arena continuerà quindi a crescere con la Primavera, senza perdere il contatto con i “grandi” attraverso gli allenamenti. Ma il percorso è tracciato: lavoro, dedizione e tempo, forse un prestito per farsi le ossa. Se il talento verrà accompagnato nel modo giusto, il calcio italiano potrebbe aver trovato un patrimonio prezioso per il futuro.
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