Dal sogno Italia alla chance sfruttata nel Napoli: le parole di Antonio Vergara

Antonio Vergara
Antonio Vergara | SSC NAPOLI/GettyImages

Intervistato dal Corriere della Sera, Antonio Vergara ha parlato della possibilità di vestire la maglia dell'Italia nei playoff di fine marzo o - in caso di qualificazione - nel Mondiale. Tra i temi trattati con il talento del Napoli c'è anche la mentalità diversa tra i club italiani e quelli esteri quando si parla di giovani, ma anche della chance che ha saputo sfruttare quando la sua squadra ha avuto una serie di infortuni che hanno limitato le scelte di Antonio Conte e la mentalità del tecnico dei campani.

"Sarò nel gruppo azzurro nel playoff? Non lo so, già essere andato a cena con Gattuso è stata una soddisfazione. In questo momento ci sono tanti giocatori che meritano la Nazionale. Ma ci credo, lavoro e provo a migliorare. Mi ha detto di continuare così, mi ha chiesto di continuare così. In Europa i ragazzi di 17 anni giocano in Champions League, in Italia si parla tanto di talenti ma forse non siamo pronti culturalmente a considerarli tali. Non chiamateci più giovani, per il calcio non lo siamo. Pio Esposito ha due anni meno di me, è fortissimo. Fisicamente e anche mentalmente, è il futuro dell'Italia".

"Penso tutti i giorni a cosa accadrà quando torneranno tutti i titolari, ma non mi dà fastidio. Ho avuto la tenacia di stare in questo spogliatoio pieno di campioni, con l'idea di crescere. A gennaio potevo andar via, questi erano i programmi. Poi quello che è successo non era prevedibile, però mi sono fatto trovare pronto. Sapevo di avere la stima di Conte".

"Conte dice che ogni cosa ha il suo tempo, nessuno ti regala nulla. L'unica volta che mi ha detto bravo è stato dopo la partita contro il Genoa, ma avevo giocato male. Quel rigore al 95' ci aveva fatto vincere e Conte vuole vincere sempre".