Dal no di En-Nesyri al muro per Kolo Muani: Juve, perché non è arrivata una punta?

Damien Comolli
Damien Comolli / Image Photo Agency/GettyImages
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Alla fine il calciomercato della Juventus non si è chiuso con un botto finale. La dirigenza bianconera avrebbe voluto consegnare a Spalletti un centravanti fisico e capace di aumentare la presenza in area di rigore, per rendere più efficace la mole di gioco prodotta dalla squadra. Ma il mercato di gennaio, si sa, è fatto di equilibri fragili, con margini economici ridotti e formule spesso estemporanee. In questo scenario, trovare gli incastri giusti - soprattutto sul piano finanziario - è complicato. E, come nel caso nel casting della Juve per una punta, le congiunture favorevoli non si sono presentate.

Il no di En-Nesyri e il caso Mateta

Il primo vero tentativo concreto della Juventus è stato per En-Nesyri. Come ricorda Tuttosport, i contatti con il Fenerbahce sono stati lunghi e approfonditi, al punto che la dirigenza bianconera si è spinta fino in Turchia per cercare l’intesa definitiva. L’accordo tra i club era stato trovato su una base di prestito oneroso con diritto di riscatto, ma l’operazione si è arenata sulla posizione del giocatore. L’attaccante marocchino ha infatti ritenuto che tale formula non gli avrebbe garantito la permanenza a Torino e ha così rifiutato un trasferimento per la mancanza di certezze sul futuro.

Dopo quel primo stop, la Juve ha provato a rimettersi in corsa su Jean-Philippe Mateta, nome tornato improvvisamente caldo dopo il raffreddamento della trattativa con il Milan. Tuttavia, anche in questo caso l’operazione si è rivelata impraticabile. I bianconeri hanno tentato di riaprire il dialogo con il Crystal Palace proponendo un prestito con diritto, che sarebbe diventato obbligo al verificarsi di alcune condizioni, ma il club inglese ha scelto di trattenere il centravanti francese, per il quale erano tra l'altro emerse notizie poco confortanti sulle condizioni del suo ginocchio.

Il muro per Kolo Muani e la rinuncia finale

Sempre secondo TS, l’ultima vera speranza della Juve è rimasta legata al ritorno di Randal Kolo Muani, profilo particolarmente apprezzato da Spalletti. Anche in questo caso, però, la situazione si è scontrata con un muro difficilmente aggirabile. La volontà del giocatore di rivestire la maglia bianconera non è bastata: il Paris Saint-Germain, club proprietario del cartellino, non ha mai realmente aperto alla formula proposta dai bianconeri, mentre il Tottenham si è rifiutato di terminare il prestito il prima possibile su richiesta del tecnico Thomas Frank.

Con un mercato che non offriva alternative realmente sostenibili e con il rischio concreto di restare scoperti nel reparto offensivo, la Vecchia Signora ha scelto di non forzare la mano. Accantonata anche la pista Mauro Icardi, giudicata poco convincente, la dirigenza ha deciso di fermarsi, evitando soluzioni di ripiego. Alla fine, niente punta. Spalletti dovrà proseguire con le risorse già a disposizione, confidando nel ritrovato feeling con il gol di David, nella rinascita di Openda e nel ritorno di Vlahovic dall'infortunio.


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