Cosa è successo nella finale di Coppa d'Africa?

Una finale destinata a rimanere nella memoria. A Rabat, Senegal e Marocco si sono contesi la Coppa d'Africa dando vita a una partita bloccata sullo 0-0 per novanta minuti e carica di tensione dall’inizio alla fine. Poche occasioni e tanto agonismo, ma soprattutto la sensazione costante che un singolo episodio potesse cambiare tutto. E così è stato, nel modo più caotico possibile.
Il Senegal lascia il campo e Brahim tenta il cucchiaio
Nel recupero del secondo tempo, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, un contatto in area tra Diouf e Brahim Diaz viene inizialmente ignorato dall’arbitro Jean Jacques Ndala Ngambo. Il VAR però interviene e, dopo l’on field review, arriva la decisione che fa esplodere il caso: rigore per il Marocco. Il Senegal protesta furiosamente, anche perché pochi minuti prima si era visto annullare un gol per una spinta altrettanto leggera. Su richiesta del CT Thiaw, i Leoni della Teranga abbandonano il campo. Sugli spalti è invece il caos, con le forze dell'ordine costrette a intervenire - anche con la forza - per riportare alla calma i tifosi senegalesi che, ormai fuori controllo, stavano iniziando a rompere i seggiolini delle tribune.
Dopo oltre venti minuti e grazie anche all'intermediazione del capitano Sadio Mané, il Senegal torna in campo permettendo la battuta del rigore. Dal dischetto va Brahim Diaz, che tenta un improbabile cucchiaio: Mendy resta in piedi e para senza difficoltà, mandando la gara ai supplementari.
La vittoria del Senegal e i fischi per Brahim
Lì il Senegal trova la forza di colpire. Pape Gueye segna il gol decisivo che vale la Coppa d’Africa, la seconda dopo il 2021. Amaro epilogo per il Marocco e per Brahim Diaz, fischiatissimo dai suoi tifosi anche durante la premiazione, nonostante il riconoscimento di miglior giocatore del torneo. Una finale folle, combattuta e indimenticabile.
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