Al Milan non basta il moto d'orgoglio nel finale e contro l'Atalanta arriva una sconfitta che compromette la qualificazione alla prossima Champions League. Il 2-3 di ieri sera è soltanto l'ultimo risultato negativo in un girone di ritorno da dimenticare e che ha portato i tifosi rossoneri a organizzare una forte contestazione.
Proprietà e dirigenza nel mirino
Oggetto delle critiche sono prevalentemente proprietà e dirigenza. Già fuori da San Siro, quando la partita non era ancora iniziata, sono infatti partiti cori nei confronti di Gerry Cardinale, numero uno di RedBird e proprietario del club, e del presidente Paolo Scaroni.
I principali malumori della piazza sono dovuti però a Giorgio Furlani: dopo aver richiesto le dimissioni dell'amministratore delegato con una petizione, la Curva Sud ha esposto una coreografia con le luci dei telefonini che formavano la scritta: "GF out", Giorgio Furlani vattene.
I fischi alla squadra e la curva vuota
A finire sul banco degli imputati anche i giocatori, travolti dai fischi all'intervallo e alla fine della partita. Ancor prima che l'arbitro ponesse fine alla gara, molti tifosi avevano già abbandonato gli spalti in segno di protesta dopo il terzo gol della Dea.
L'unico modo per i tifosi del Milan di uscire dalla situazione di mediocrità è il ritorno di Paolo Maldini, bandiera ed ex dirigente sollevato dall'incarico nel 2023 per il quale sono stati intonati diversi cori.
