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Come sta Yildiz, l'obiettivo Champions e la delusione per Milan-Juve: parla Spalletti

Luciano Spalletti
Luciano Spalletti | Anadolu/GettyImages

La Juventus arriva da una striscia di otto risultati utili consecutivi ed è reduce dal pari col Milan, l'appuntamento interno col Verona è una tappa sulla carta agevole per poter collezionare altri punti utili in ottica Champions League. Luciano Spalletti, tecnico bianconero, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida coi gialloblù. Queste le sue parole:

Ricordo di Zanardi: "Ci tenevo a salutare un uomo unico per valore sia nella vita sia nello sport. Ho avuto la fortuna di conoscerlo e quello che ci ha trasmesso nelle sue battaglie è incredibile e unico. Il minuto di silenzio da dedicargli me lo sono fatto da solo. Una testa e una mentalità così forte è qualcosa di incredibile, per cui lo saluto volentieri" riporta Tuttosport.

Come sta la squadra: "Quando sento parlare di quarto posto sento anche parlare di calcoli, sembra un'etichetta aritmetica. Non si ottiene perché raggiungi un numero, ma perché tieni un livello. Noi abbiamo mantenuto le stesse cose nella volontà di allenarsi e nel rendimento quotidiano. Noi stiamo bene e sappiamo quello che abbiamo passato per essere in lotta per il quarto posto. Dobbiamo pensare alla Champions League non al quarto posto. Se pensi al quarto posto ti comporti da squadra che deve difendere il quarto posto, se pensi alla Champions ti comporti come una squadra che deve dimostrare ancora qualcosa".

Su Yildiz: "La valutazione è a 360 gradi per la salute del ragazzo. Lui sa quanto è importante per noi e ci vuole essere e noi vogliamo che ci sia, però poi ha avuto questa piccola infiammazione che può peggiorare o migliorare. Va gestito, anche se oggi e ieri è andato bene e non ha avvertito dolore. Non abbiamo nessun dubbio su quella che sarà la sua presenza dentro la partita".

Caos arbitri: "Non sono un profondo conoscitore di queste dinamiche, se si ha un po' di buon senso bisognerebbe far scorrere le cose senza dire nulla di nuovo. Essendo anziano come professionista ne ho conosciuti diversi direttori di gara capaci, non so cosa sia successo, ho visto che siamo in un momento in cui bisogna ricreare ordine, perché disordine c'era. Tutti stanno lavorando in questa direzione. Per domani è stato designato uno dei più talentuosi, quindi mi aspetto che faccia il suo dovere con il massimo della professionalità".

Su Vlahovic: "Se è ancora felice di stare alla Juve? Si sta allenando con entusiasmo, ha grande carattere e ha le giocate che mancano alla squadra. Sa che può essere utile in queste quattro partite per il raggiungimento dell'obiettivo. Ci sarà da vedere con che tempistiche sarà presente perché ha subito un infortunio di "quelli belli", però ce l'abbiamo a disposizione con il ghigno giusto".

Lo spettacolo in PSG-Bayern: "La Champions non è un torneo che premia la sicurezza, premia chi crea lo scompiglio non chi lo evita, noi tendiamo ad avere controllo delle situazioni nel nostro calcio, in Champions hanno attenzione verso le giocate che spaccano gli equilibri, che vanno oltre i reparti e gli avversari. Ci sono calciatori forti dentro la Champions che creano questa instabilità, poi la velocità di gioco e la ricerca delle giocate creano difficoltà. Poi è chiaro che in questa velocità di gioco si crea un'instabilità, ma reggere a quell'urto diventa difficile. Secondo me il calcio moderno va verso questa decisione di prendersi qualche rischio, non paga solo mantenere un ordine o ritmo basso. Nel ritmo basso diventa tutto un po' prevedibile o leggibile, bisogna adeguarsi a questo livello qui. Mantenere il proprio stile anche quando il battito cardiaco sembra quello che ti toglie il fiato è un'altra qualità. Restare lucidi in queste partite diventa difficilissimo. Io non sono rimasto contento della partita che abbiamo giocato a Milano, giocare queste partite qui ti rimpicciolisce un po'. Un risultato lo hai portato a casa, ma non prendere posizione non mi garba. Ti fa stare a metà con ciò che vogliamo diventare. Se non mantieni un livello di frequenza tutto diventa prevedibile. Ci siamo adattati alle regole del Milan e a me non piace. Avevo un malessere e un buco nello stomaco il giorno dopo e gliel'ho fatto presente alla squadra".

Legame con Yildiz: "A me piace instaurare un rapporto con i miei calciatori, mi piace condividere idee e spiegare alcune cose. Ci sono delle persone con cui diventa più facile perché hanno qualità umane, senso di squadra, amicizia, amore, voler condividere tutto il percorso personale che si fa. E Yildiz è uno di questi, uno di quelli che ha il sole stampato in faccia. Anche quando non ha avuto un momento favorevole ha sempre avuto questa faccia propositiva e volenterosa nell'essere positivo. Lui è già proiettato nel futuro, con il suo modo di essere modifica quello che sta attraversando e lo migliora. Ha una famiglia splendida che ho conosciuto. Anche i compagni di squadra gli vogliono un bene incredibile. Se lo vedete uscire dal cancello è uno di quelli che si ferma più spesso di tutti e quando si arriva il sabato nei ritiri va da tutti i tifosi a fare foto e firme. Lui è felicissimo di farlo. Lui è già un campione e mi fa sentire fortunato ad allenarlo".

Peso delle seconde squadre: "Se dico che tutte le nazioni devono avere un Under e si generalizza per tutti, da lì parte tutto, sei obbligato. Nella partita dell'altra sera in Primavera ho visto un paio di giocatori importanti nella nostra squadra e nell'Atalanta, però mi viene difficile pensare che non perda un po' forza la prima squadra a dover far giocare uno di quelli lì. Bisogna acchiappare qualcosa di più e c'è la seconda squadra che te lo permette, una realtà corretta per la crescita. Ma quello che ribalta tutto è imporre sempre uno di 19-20 anni in campo, la fucilata nella notte è quella lì, lo shock è quello lì, che devi incominciare a lavorare sui ragazzi per averne sempre uno in campo. In tal caso ne servirebbero minimo 4 perché con 3 non saresti al sicuro. Da lì parte tutto. Poi sì si può parlare di sistemi di allenamento, attenzione verso i giovani, ma avere un Under titolare ti imporrebbe di avere tante cose".

In cosa deve crescere la Juve: "Il futuro continuerà ad avere cura del valore che fai nel presente. Quando arrivi al campo non devi avere atteggiamenti che ti fanno sentire un po' di stanchezza, che ti fanno avere il dubbio di aver lavorato tanto e di essere un po' in difficoltà. Noi abbiamo un luogo dove ci alleniamo che è splendido. Vedere la squadra a cena insieme mi emoziona, il voler sorridere tutti insieme, prendersi per mano e tirare quelli che sono rimasti un po' indietro. Questa è la soluzione a tutto. Poi è chiaro che ci vogliono calciatori che vogliono andare a creare l'imprevisto e che vogliono mostrare qualità che non hanno fatto ancora vedere, ci vuole un po' di sana follia. Io l'avevo già detto in precedenza, siamo stati vicini a fare cose importanti e ce lo saremmo anche meritato. Poi purtroppo episodi e casualità ti costringono a dover parlare di statisiche e numeri. Ma parlando proprio di Champions, noi per fare quei risultati con le squadre con cui abbiamo giocato, abbiamo dimostrato di essere una squadra forte. Per molti è stata una mezza delusione essere usciti così, ma per passare il turno abbiamo fatto dei risultati che qualcuno avrebbe fatto meglio a rifare l'articolo. "Ora non si avrà mica paura del Bodo Glimt?" (i titoli prima di quella trasferta ndr) con questo atteggiamento da presentuosi perché si ha a che fare con uno schermo, se si ha a che fare con i tifosi ci si accorge che è più difficile vincere le partite".

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