Come si prepara il Derby d'Italia, come sta l'Inter e identità Juve: parla Chivu

Alla vigilia della sfida contro la Juventus, valida per la 25ª giornata di Serie A, il tecnico dell'Inter Cristian Chivu si è presentato in conferenza stampa per presentare il Derby d'Italia. Tra i temi trattati la situazione della squadra nerazzurra, gli avversari e la condizione fisica di alcuni giocatori.
"Dall'arrivo di Spalletti la Juventus è migliorata, gli ha dato una identità. Anche individualmente sono cresciuti, mettono in difficoltà chiunque. Noi continuiamo a sperare che le nostre prestazioni siano di livello, con voglia e determinazione. L'unica differenza con le altre partite è che hai stimoli in più, ma la sfida è sempre trovare la stessa motivazione contro chiunque. È una partita riconosciuta a livello mondiale".
"Niente conferenza per Spalletti? Io ho detto di mandare Lautaro, ma non hanno voluto. So che è difficile parlare ogni tre giorni, a volte non cambia molto da una partita all'altra. Condivido la scelta, anche io non sarei venuto (ride, ndr)".
"Barella e Calhanoglu si stanno allenando da un paio di giorni, non hanno avuto problemi e sono a disposizione".
"È importante l'approccio iniziale, come sempre, soprattutto contro una squadra dominante e ibrida come la Juventus. Noi dobbiamo essere pronti, accettare anche che il dominio del gioco passi da una parte all'altra".
"Arbitri professionisti come consigliato da Spalletti? È una storia vecchia, si parla sempre delle stesse cose, con o senza VAR. Inizierò a parlare di questo quando un allenatore dirà che un arbitro ha sbagliato in suo favore. Sbagliare è umano, è normale. Il problema del calcio italiano non sono gli arbitri. Se l'Italia non va da anni al Mondiale la colpa non è loro, dobbiamo accettare di dover migliorare in tanto altro. Chiaramente anche loro lavorano per migliorarsi. Io non vedo fantasmi, mi preoccupo solamente di quello che fanno i miei giocatori. Sono stato scelto per trovare soluzioni e non per lamentarmi".
"Ho grande rispetto per tutte le squadre, rivali comprese. La bilancia è sempre stata quella: una partita normale, senza sentire il peso di un derby o della Juve. È quello il segreto, giocare uguale contro il Milan, Juventus o Ascoli, con tutto il rispetto".
"Spalletti è migliorato, era bravo già ai tempi della Roma e lo è ancora di più adesso. Ha una identità chiara, ha le idee e ho sempre passato tanto tempo per lui. Ha tanto da dire e da fare. È un esempio e un modello per un giovane allenatore come me".
"Qui all'Inter non hai tempo di pensare, se non alla prossima partita. Al tempo (gara d'andata persa 4-3, ndr) serviva mettere in fila un po' di risultati, quindi l'avevamo vissuta partita per partita. È merito dei ragazzi: hanno capito al volo le nostre richieste, ci hanno messo dentro la cultura del lavoro e tanto orgoglio".
"Preparare Inter-Juve? La scelta è trasmettere il messaggio che tutte le partite sono uguali. Poi chiedo sempre di essere la nostra versione migliore, sempre, di non guardare la classifica e pensare partita per partita. In partite con squadre meno importante puoi peccare di presunzione, avere equilibrio e forza mentale è importantissimo".
"A Thuram dirò di ridere con suo fratello, visto che si vogliono bene. C'è la rivalità, ovvio, ma sono fratelli, non si può pretendere di far finta di niente. Thuram è un ragazzo solare, lo voglio così. Magari deve aggiungere un po' di cattiveria sotto porta, e a volte gli chiedo di essere più egoista. È un buono, un altruista con la A maiuscola. Hanno una famiglia bellissima, mi metto nei panni di papà e mamma che vedranno due figlio giocare contro. È una storia bella, ci sono dietro dei valori, un modello come Lilian".
"Il campionato è ancora lungo. In questo momento della stagione una vittoria o una sconfitta non fa tanta differenza, se non a livello mentale. La corsa è lunga".
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