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Cinque partite alle 12:30 o il rinvio a lunedì: le opzioni per il Derby della Capitale

Gian Piero Gasperini, Maurizio Sarri
Gian Piero Gasperini, Maurizio Sarri | Silvia Lore/GettyImages

Il derby della Capitale della penultima giornata di Serie A rischia di trasformarsi in un vero rompicapo organizzativo. Tra esigenze televisive, incastri di calendario e soprattutto questioni di ordine pubblico, la sfida tra Roma e Lazio potrebbe subire modifiche importanti, con l’ipotesi di uno spostamento che resta sul tavolo.

Incrocio pericoloso con gli Internazionali

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il principale problema nasce dalla concomitanza con la finale degli Internazionali d’Italia, in programma il 17 maggio al Foro Italico, a pochi passi dallo stadio Olimpico. Una coincidenza già discussa mesi fa, ma che ora pesa ancora di più vista la classifica, con la Roma in piena corsa Champions. Il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, ha spiegato: “Non mi pare ci siano troppe opzioni. Alle 20.45 non si può giocare per motivi di ordine pubblico. Di pomeriggio ci sarebbe la contemporaneità con la finale degli Internazionali di tennis e non è consigliabile. Resta solo la possibilità delle 12.30. Spostarla al lunedì? È un’ipotesi che non credo sia percorribile. L’orario di pranzo appare quindi come l’unica soluzione praticabile, con le altre squadre coinvolte nella lotta per il quarto posto (ossia Milan, Juventus, Como e forse Napoli) costrette a loro volta a scendere in campo alle 12:30 per garantire la contemporaneità.

I dubbi su sicurezza e organizzazione

Nonostante ciò, Questura e Prefettura nutrono forti perplessità. La gestione dei flussi tra tifosi e appassionati di tennis, soprattutto nelle ore del pomeriggio, rappresenta un rischio concreto. Il derby, storicamente considerato ad alto rischio, richiede un dispiegamento massiccio di forze dell’ordine, complicato ulteriormente dalla chiusura di alcune aree limitrofe all’Olimpico. Per questo prende quota anche l’ipotesi di giocare lunedì. Sul tema è intervenuto anche il presidente della Federtennis, Angelo Binaghi: “La finale si conosceva da due anni. È il momento che il calcio programmi tenendo conto di eventi come questo”. La decisione definitiva è attesa nei prossimi giorni.


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